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martedì, 18 Gennaio 2022

Restauro della Crocifissione di Donatello

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Il bassorilievo della Crocifissione, attribuito a Niccolò di Betto Bardi in arte Donatello, risplende di nuova luce, grazie a un recente lavoro di restauro portato a termine nel Museo del Bargello, nel salone dedicato al maestro fiorentino. Questa delicata operazione è stata finanziata dai Friends of Florence, fondazione no-profit supportata dai privati e nata negli Stati Uniti, che si occupa della tutela dei beni culturali grazie ad attività di recupero e rivalutazione delle opere artistiche nella città di Firenze. Per la soprintendente del Polo Museale, Cristina Acidini, l’opera “riacquista una pienezza di splendore e una ricchezza di dettagli davvero insospettabili prima della pulitura”. Grazie infatti a lungo lavoro sono emersi particolari che prima non erano evidenti, che il corso del tempo aveva inevitabilmente oscurati, come i riflessi dorati e argentei che emergono dal rilievo bronzeo che conferiscono un’immagine di grande luminosità, prima nascosto dalla patinatura scura. Per esaltare l’originaria policromia derivata dall’accostamento del bronzo ed effetti di luce in oro e argento, si è ricorso ad un lavoro ‘selettivo’, con l’utilizzo di solventi chimici per la pulitura superficiale della superficie e ablazione laser per rimuovere gradualmente lo strato scuro formatosi col tempo.

La Crocifissione di Donatello dopo il restauro
La Crocifissione di Donatello dopo il restauro

Si tratta del secondo progetto finanziato dalla prima edizione del Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze che mira a far conoscere al grande pubblico l’impegno di coloro che operano nel campo del restauro nel capoluogo toscano. L’operazione nasce dalla volontà di salvaguardare l’immenso patrimonio artistico che talvolta, per la mancanza di fondi e volontà, non viene opportunamente considerato: avvalendosi delle tecnologie e innovazioni scientifiche, oltre all’aiuto di università ed enti culturali, i beni artistici ed architettonici vengono restaurati e successivamente fatti conoscere al grande pubblico attraverso la pubblicazioni di libri, cd-rom che raccontano la storia dell’opera e l’intero percorso di restauro. Il premio è già giunto alla seconda edizione e il prossimo 15 novembre verrà decretato il nuovo vincitore nella Fortezza da Basso di Firenze.

Per quanto riguarda la storia dell’opera, sebbene sulla paternità ci siano stati dubbi, l’attribuzione a Donatello si fonda sull’analisi e sul contenuto e nella stessa figura di Cristo che si erge sulla morte che ricorda il Crocifisso di Padova dello stesso artista. Viene citata nelle collezioni granducali e negli inventari medicei dal 1560 trasmessi da Vasari e collocata tra gli anni di vecchiaia dell’artista, in una data che si ritiene essere il 1455. Realismo ed atmosfera ultraterrena si fondono per raccontare una scena che va oltre il momento della Passione del Cristo sofferente sulla croce, elevandosi verso i valori della religione cristiana, di riscatto dalla morte terrena e remissione dei peccati.

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