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Resilienza e fallimento positivo: il concetto di “Shippai”

Molto spesso, davanti ad un fallimento personale, sviluppiamo un senso di insoddisfazione, tristezza e scarsa autostima. Questi eventi negativi possono dare vita ad un vero e proprio circolo vizioso negativo, caratterizzato da abbattimento e malessere.

Uscire da questa situazione di stallo è possibile, come spiega un concetto presente nella cultura giapponese. Con il termine Shippai in Giappone si intende un fallimento positivo o costruttivo, dal quale si può imparare qualcosa.

Questo significato è sintetizzato dal noto proverbio nipponico “cadi sette volte, rialzati otto” che indica una certa resilienza da parte del soggetto.

Il concetto di resilienza

La parola resilienza è utilizzata in svariati ambiti. Questo termine in psicologia indica la capacità di fronteggiare e riorganizzare efficacemente la propria vita dopo un evento traumatico.

Non si parla di un’accettazione passiva, bensì di una risposta cosciente, ponderata, che prevede un orientamento alla crescita.

Una persona resiliente non nega le difficoltà e va avanti con volontà e con un’approfondita conoscenza di sé. In sintesi, chi è resiliente riesce a trasformare l’evento negativo in un’opportunità di crescita, sviluppando competenze utili a migliorare la propria vita.

Lo studio longitudinale dell’Università di Davis

Nel 1992 un gruppo dell’Università di Davis, in California, guidato da Emma Werner portò avanti uno studio longitudinale della durata di 30 anni su 700 neonati dell’isola di Kuauai, nell’arcipelago delle Hawaii.

Secondo le previsioni dei ricercatori, 201 soggetti avrebbero sviluppato dei problemi perché esposti a fattori di rischio quali: nascita difficile, povertà, malattie, alcolismo e violenza. Da alcune analisi emerse che i 2/3 del campione confermarono le previsioni dei ricercatori, manifestando a 18 anni problemi di apprendimento, sociali, scolastici e lavorativi.

Nonostante ciò 1/3 del campione considerato a rischio smentì le aspettative dei ricercatori. Infatti 72 neonati erano diventati adulti capaci di instaurare relazioni positive e capaci di cogliere spunti per crescere e migliorarsi.

Il gruppo della Werner evidenziò che questi bambini avevano ricevuto da persone significative un’accettazione incondizionata.

Tale situazione, con la capacità di attribuire senso alla vita, aveva reso questi soggetti immuni agli “stressor” a cui erano sottoposti, sviluppando una maggiore resilienza.

Resilienza e fallimento positivo: il contributo di Masato Oono

Nella società odierna, caratterizzata dal mito del successo e da una competizione costante, riscoprire il fallimento diventa una possibilità per rafforzarsi, diventare più resilienti e non cedere al peso delle aspettative.

Masato Oono, celebre scrittore giapponese, si occupa del tema della resilienza nel testo “Shippai – cadi sette volte, rialzati otto”. Il libro racconta le vite di alcuni personaggi di spicco che sono riusciti ad emergere grazie alla capacità di reagire in maniera funzionale alle sconfitte e alle delusioni della vita.

Tra le tante figure citate nel lavoro di Oono annoveriamo: Salvador Dalì, Confucio, Ludwig Van Beethoven, Audrey Hepburn, Coco Chanel. L’autore ripercorre il percorso di questi personaggi con un linguaggio semplice e autentico, e grazie a delle illustrazioni di qualità ne evidenzia i successi e le criticità.

Lo scopo di tale lavoro è tramandare al lettore un importante insegnamento, ovvero che il successo deriva anche dalla capacità di fronteggiare insuccessi ed imprevisti in maniera funzionale e resiliente.