Relazioni on line: attenti ai Catfish

Una relazione, nella vita reale, è difficile da gestire e mandare avanti. A volte sembra, paradossalmente, più facile lasciarsi andare a un sentimento se si è nascosti dietro una tastiera e uno schermo piatto. Quando si è in malafede poi, avere un filtro virtuale può dar sfogo a repressioni, frustrazioni, paure e complessi che però possono ferire chi è dall’altra parte dello schermo. Parte da questa teoria uno dei fenomeni televisivi degli ultimi anni: Catfish. Letteralmente la parola indica il pesce gatto ma nell’accezione “multimediale” indica una delle trasmissioni cult dell’emittente Mtv.

In internet si definisce “catfish” una persona che crea una falsa identità all’interno dei Social Network fingendosi una persona diversa da quella che è in realtà, usando foto prese da altri profili e informazioni biografiche spesso del tutto false e ingannando i propri interlocutori. L’idea della serie deriva dall’esperienza di Nev Schulman il quale scoprì che la donna con cui aveva una relazione online non era stata onesta nel descriversi. Non era la dolcissima Megan, ragazza single, ma Angela, una matura donna con evidenti difficoltà relazionali. Dopo la scoperta traumatica e un periodo di metabolizzazione Nev e la sua “amica” hanno tuttavia superato la vicenda, recuperando comunque l’affetto cresciuto in mesi di “virtual-relazione” e tramutandolo da amore in amicizia.

Identità celate sui social
Identità celate sui social

Dopo la pubblicazione e il successo avuto dal docu-film che narra la vicenda, Schulman iniziò a ricevere via mail e fb sempre più racconti e richieste di persone che si trovavano nella sua identica situazione; da qui l’idea di farne uno show televisivo. MTV e i produttori del film Catfish, Schulman e il suo amico Max Joseph, si occupano in ogni puntata di una storia diversa, accogliendo la richiesta di un partner e aiutandolo a scoprire la verità sul suo o sulla sua amata, tramite tecniche investigative basilari e organizzando il primo incontro fra i due e un chiarimento a quattr’occhi, senza schermi. Verrebbe da chiedersi perché poi tante persone non adoperano i metodi di Nev, come la verifica delle foto on line per un primo passo verso la verità. Comunque la trasmissione, tralasciando le patologie relazionali che mette in luce e che andrebbero scandagliate da professionisti della materia, offre un quadro della società alquanto preoccupante. Con buona pace di chi porta avanti relazioni a distanza “via social” per motivi di difficoltà reali (distanze eccessive, impossibilità di muoversi o simili ndr) ci sono casi di users che agiscono con bieche intenzioni. Per vendicarsi di maltolti precedenti, per gelosie, per scoprire tradimenti altrui gettando, appunto, “l’amo” della menzogna in rete. E ancora ci sono persone che cercano di sfuggire la propria realtà creandosi vite alternative, più appaganti e felici. Con corpi meno faticosi da vivere, senza chili in eccesso, cicatrici del corpo e dell’anima.

Nev e Max, dopo ricerche e indagini riescono, oltre a far scoprire agli ingannati la verità e trovare pace sentimentale sollevano gli ingannatori da fardelli di bugie che ormai li rendono prigionieri di sé stessi. Per la gioia dei romantici non tutte le storie nascondono pericolosi sociopatici o mostri di Notre Dame sia chiaro. Molte relazioni poi si risolvono felicemente. Perche dietro il tic tic dei tasti o di uno schermo touch screen vengono tessite tele, relazioni profonde. Ci si apre ad altri esseri umani e si decide di affidargli il proprio cuore. Delle “innocenti bugie” possono essere tranquillamente superate per dar vita a nuove realtà. E se l’inganno fosse insopportabile allora sarebbe giunta l’ora di fare un bel “log out” dal social e iniziare a guardarsi attorno. A fissare negli occhi le persone e ad avere relazioni vere, sane. Che non “puzzino” di…pesce gatto!