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sabato, 3 Dicembre 2022

Ranitidina, divieto d’uso dell’Aifa per il Buscopan

Moltissimi farmaci sono a base di ranitidina. In attesa di analisi l'Aifa ha deciso di bloccarne la distribuzione a scopo precauzionale

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

L’Aifa dispone il divieto di utilizzare una lunga serie di farmaci perché a base di ranitidina, il cui divieto è stato disposto la settimana scorsa. Tra suddetti farmaci compaiono anche alcuni lotti di Buscopan Antiacido.

Il divieto è stato disposto “a scopo precauzionale” in attesa di analisi. Trattasi dei lotti di Buscopan Antiacido 75 mg compresse effervescenti numero 181379, 181379, 181381, 181382, 181380, 181383 con scadenza 01/05/2021; 744552 con scadenza 01/02/2020; 162521, 162522 con scadenza 30/09/2019; 170939, 170938, 170936, 170935, 170937 con scadenza 01/04/2020.

Il divieto d’uso è stato disposto anche per lo Zantac in compresse effervescenti, sciroppo e fiale.

Altri farmaci ritirati dal mercato o bloccati per lo stesso motivo sono Ranitidina Almus, Ranidil, Ranidil Fiale, Ranidil compresse, Ranidil Sciroppo, Ranidil compresse effervescenti, Raniben compresse, Ulcex compresse, e fiale, Ranitidina Doc Generici, Ranitidina Eg, Ranibloc, Ranitidina Pensa, Ranitidina Alter, Ranitidina Aurobindo, Ranitidina Salf, Ranitidina Tecnigen, Ranitidina Zentiva, Ranitidina Hexal.

Il motivo principale del ritiro dei farmaci è la presenza di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA), per quanto riguarda invece Buscopan Antiacido, Zantac e gli altri farmaci che sono stati bloccati a scopo precauzionale l’Aifa afferma che è stato “anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da Saraca Laboratories Ltd, in attesa che vengano analizzati. Provvedimenti analoghi sono stati assunti o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei. L’Aifa sta lavorando insieme all’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) e alle altre agenzie europee per valutare il grado di contaminazione nei prodotti coinvolti e adottare misure correttive”.

Qualora si stesse utilizzando uno dei farmaci a base di ranitidina ritirati, la soluzione migliore sarebbe quella di rivolgersi al proprio medico o farmacista di fiducia, i quali saranno in grado di indicare un farmaco alternativo, pur essendoci un rischio molto basso di danni alla salute del paziente.

 

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