“Rallentiamo” il riscaldamento globale

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Il riscaldamento globale è un problema che affligge il nostro presente e che grava enormemente sul nostro futuro. Un processo irriversibile, che ha visto protagonista nel corso dei secoli lo sfruttamento intensivo delle foreste, avviato dall’ uomo; un processo che non può esser fermato, ma rallentato. È quindi importantissimo sensibilizzare ed educare le persone, dal bambino all’anziano, sul risparmio energetico ed il corretto consumo e smaltimento dei beni a nostra disposizione. Secondo recenti ricerche, la Terra è diventata più verde, poiché la deforestazione in Sud America e nel Sud-est asiatico è stata controbilanciata da un aumento della vegetazione in altre aree del pianeta.

riscaldamento globale_21secoloLa diminuzione della biomassa prodotta dalla foresta pluviale è stata in parte compensata dall’aumento di quella prodotta in altre parti del mondo, in particolare in Cina, dove sono stati condotti enormi progetti di piantumazione, e in Russia, dove le foreste sono tornate spontaneamente nelle coltivazioni abbandonate dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Nelle savane dell’Australia settentrionale e dell’Africa meridionale è stato registrato un incremento delle precipitazioni annuali che contribuisce anche all’aumento della vegetazione.

Lo sguardo complessivo, reso possibile dall’osservazione satellitare, conferma comunque la necessità di ridurre l’emissione dei gas a effetto serra generati dalle attività umane. I ricercatori stimano infatti che circa un quarto dell’anidride carbonica viene assorbito dalle piante e un altro quarto dagli oceani, mentre la restante metà rimane nell’atmosfera. Da uno studio della rivista Nature, gli autori hanno constatato che la valutazione della capacità delle piante di trattenere la CO2, avviene solitamente partendo da osservazioni al suolo limitate ad alcune foreste. Da questa osservazione parziale venivano ricavati i dati sull’andamento globale del fenomeno. Il cambio di prospettiva dei ricercatori è stato di utilizzare i satelliti per ricavare dati relativi alla biomassa prodotta complessivamente dall’intero spettro delle piante verdi e dunque non solo dalle foreste.

Ricorrendo a una tecnica particolare (la misurazione passiva delle microonde), sono state immagazzinate informazioni per un periodo di circa 20 anni. Il risultato è che, solo nel decennio 2003-2012, c’è stato un aumento di 4 miliardi di tonnellate del carbonio prodotto dalla fotosintesi clorofilliana. “Da questa ricerca, possiamo osservare che queste piante possono aiutare ad assorbire parte della CO2, ma ce n’è ancora tanta in atmosfera”, ha affermato Liu. “Se vogliamo stabilizzare il livello di CO2 in atmosfera ed evitare le conseguenze del riscaldamento globale, c’è ancora bisogno di ridurre le emissioni prodotte dai combustibili fossili”.

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