Quentin Tarantino si ritira. Stop dopo il decimo film

Quentin Tarantino

E al decimo si riposò! Senza scomodare paragoni biblici importanti, Quentin Tarantino appende ciak e sedia da regista al chiodo e decide di ritirarsi. Non subito, perlomeno, ma dopo aver diretto il suo decimo film. Al momento è a quota 7, con l’ottavo già in rampa di lancio, dal titolo The Hateful Eight.

Tarantino con l'agognata statuetta d'oro
Tarantino con l’agognata statuetta d’oro

Non credo sia giusto restare sul palco e aspettare che la gente inizi a supplicarti di scendere – ha affermato il regista alla platea dell’American Film Market. Mi piace l’idea di lasciare le persone con il desiderio di volere di più. Credo che la regia sia un gioco per persone giovani e mi stuzzica l’idea di un cordone ombelicale che leghi tutti i miei film. Mi piace pensare di avere una filmografia di 10 film, quindi me ne restano due dopo di questo. Non è una decisione scolpita nella pietra, ma questo è il mio piano. Se arrivo al decimo film, giro qualcosa di buono e non rovino tutto, allora sarà per me una bella conclusione di carriera”.

Una decisione quella del regista nato a Knoxville, in Tennessee, 51 anni fa che non lascia troppo esterrefatti i suoi fan. Tarantino, infatti, era già da tempo che affermava di volersi ritirare giovane, magari dedicandosi ad altri progetti come pièce teatrali o libri. Ritiro che comunque è ancora lontano, dato che all’appello mancano ancora un paio di pellicole. E considerando il tempo che il regista lascia passare tra un film e l’altro è probabile che il ritiro dalle scene non avvenga prima di 6/7 anni. Giusto il tempo magari di poter cambiare idea sulla sua decisione.

Quentin e Uma Thurman, sua musa nonchè compagna
Quentin e Uma Thurman, sua musa nonchè compagna

A prescindere se sarà ritiro o meno, Quentin Tarantino è già entrato di diritto nella storia del cinema. Definito dal grande critico cinematografico statunitense Peter Bogdanovichil regista più influente della sua generazione”, in 22 anni di carriera Tarantino ha diretto alcuni film che sono diventati dei veri e propri cult. A partire da Le iene, film d’esordio del 1992, dove dirige un cast d’eccezione in cui spiccano su tutti Steve Buscemi e un immenso Michael Madsen. Ma tra tanti capolavori, il film che l’ha fatto entrare nella storia ancor prima di farsi un nome è senza ombra di dubbio Pulp Fiction, pellicola vincitrice della Palma d’oro al festival di Cannes e che permise a Tarantino di vincere il suo primo Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Statuetta d’oro che il regista ha bissato successivamente con un’altra perla cinematografica, Django Unchained, ultimo film uscito in sala. Nel mezzo un’altra miriade di piccoli capolavori del genere pulp, genere da lui inventato e poi successivamente da tanti imitato. I due capitoli di Kill Bill, Jackie Brown, i due Grindhouse fino ad arrivare al geniale Bastardi senza gloria.

Adesso è il turno di The Hateful Eight, un western ambientato dopo la fine della guerra civile americana, che vede come protagonisti alcuni dei suoi attori “feticcio” come Samuel L. Jackson, Tim Roth e Michael Madsen, oltre a Channing Tatum e Kurt Russell. In attesa di gustarci il suo ultimo capolavoro in salsa pulp, l’augurio di fan e amanti del cinema non può che essere quello di ripensarci.

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1 COMMENTO

  1. […] Quentin Tarantino, il regista di una generazione è stato incoronato “ufficializzato” stella. Da poche ore fa parte della celebre Walk of Fame di Hollywood, con tanto di placca ufficiale incastonata sull’Hollywood Boulevard all’altezza del Chinese Theatre. “Questo è un giorno meraviglioso per un ragazzino di Knoxsville, Tennessee”, Samuel L. Jackson introduce così il suo vecchio amico Quentin. “La prima volta che venni qui era il 1970 avevo sette anni ed ero con mia mamma in fila per vedere Butch Cassidy and the Sundance Kid. Poi nel 1971 sempre qui mi misi in fila lunghissima per vedere il mio primo film di James Bond, “Diamonds are forever”, ma quando arrivai rimasi fermo in attesa per un po’ prima di entrare proprio qui nel punto in cui è stata posizionata la mia stella” ha raccontato il regista pulpe che si è presentato alla cerimonia con i suoi intramontabili occhiali neri e un look da sabato pomeriggio in un bar della Louisiana a tracannare birra. Dopotutto il cineasta non è un volto glamour della Hollywood platinata, lui e la sua aria da rock star in declino restano dietro la macchina a guardare, creare e sbancare il botteghino. […]

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