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lunedì, 6 Febbraio 2023

Quarto: quel voto alla Camorra

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Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

Le elezioni comunali di Quarto tornano sotto i riflettori a causa di alcune intercettazioni telefoniche rese pubbliche dal giornale “La Stampa”. Le intercettazioni sono state raccolte nel corso di un’inchiesta portata avanti dal pm John Henry Woodcook, la stessa che a Dicembre ha contribuito all’espulsione dal movimento cinque stelle del consigliere Giovanni De Robbio. De Robbio, il candidato più votato al consiglio comunale, aveva rapporti con l’imprenditore, legato al clan camorrista dei Polverino, Alfonso Cesarano,  il quale nell’intercettazione del primo giugno dichiarava: «Comincia a chiamarlo. Ha preso 890 voti, è il primo degli eletti. Noi ci siamo messi con chi vince, capito?».

L’intercettazione telefonica è datata primo giugno, cioè il lasso di tempo a cavallo tra il primo e il secondo turno delle comunali di Quarto. L’imprenditore dichiara: «Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle». E ancora: «L’assessore glielo diamo noi praticamente. E lui ci deve dare quello che noi abbiamo detto che ci deve dare. Ha preso accordi con noi. Dopo, così come lo abbiamo fatto salire così lo facciamo cadere».

All’interno del decreto di perquisizione si legge che il sindaco, Rosa Capuozzo, era minacciata dal grillino De Robbio e dal geometra Giulio Intemerato. Lei stessa ha dichiarato: «Agli inizi di ottobre, De Robbio venne da me a casa, mi mostrò una foto aerea di casa mia che aveva sul cellulare. Lo stesso mi disse che c’era un problema urbanistico riguardante la mia abitazione ma che dovevo essere meno aggressiva, non dovevo scalciare, dovevo essere più tranquilla con il territorio». L’arma di ricatto si riduceva ad una fotografia dell’abuso edilizio, tenuta in cassaforte dal geometra, a patto che De Robbio avesse ottenuto: «la gestione del campo sportivo da affidare ai suoi imprenditori; per poter nominare capi settore e assessori e per affidare al geometra Intemerato le pratiche del condono».

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