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lunedì, 30 Gennaio 2023

Può un tatuaggio nascondere il dolore?

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Le cicatrici spesso nascondono un pezzo del nostro passato e se a ricordare il dolore provato c’è una cicatrice impressa sulla pelle, può diventare più difficile di quanto si possa immaginare poter affrontare con serenità il presente.

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tatoo per nascondere una cicatrice sull’addome

Per rendere un ricordo meno triste in Brasile è stato trovato un escamotage. La tatuatrice, Flavia Carvalho ha deciso di voler regalare tatuaggi a donne che portano sul corpo i segni di una violenza domestica o di un importante intervento subito. Con quest’idea la Carvalho ha dato vita due anni fa al progetto “A Pele da Flor”, inno alla forza delle donne per aiutare gratuitamente le vittime di violenze fisiche o di operazioni che le hanno devastate nell’animo ma soprattutto nel fisico coprendone i segni. Il suo lavoro consiste dunque nel tatuare le zone corporee che le clienti decidono di voler nascondere e la prima ragazza a sottoporsi al suo lavoro è stata una 31 enne che portava una cicatrice molto evidente sull’addome, causata da un ragazzo incontrato in discoteca che l’aveva poi accoltellata con un coltello a serramanico dopo essersi rifiutata di cedere alle sue avances.

A tatuaggio terminato, la tatuatrice racconta: “dopo aver visto la ragazza visibilmente commossa per il miracolo compiuto sulla sua pelle con l’inchiostro e che mostrava al posto della profonda cicatrice un colorato tatuaggio ho deciso di dare il mio contributo per aiutare tutte le vittime di violenza, ma la strada da percorrere per giungere alla definitiva sconfitta di queste brutalità è ancora lunga. Sono però contenta che con il mio piccolo contributo riesco a riaccendere il sorriso nonché l’autostima sui visi di queste donne provate da esperienze negative”.

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