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Profanazione delle Chiese. Un  fenomeno allarmante

Profanazione delle Chiese. Un  fenomeno allarmante

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Profanazione delle Chiese. Un  fenomeno allarmante. Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti gli episodi  vandalici che riguardano le chiese italiane. A fronte tuttavia della gravità del problema, l’attenzione dell’opinione pubblica è rimasta fredda o comunque distratta. Nonostante i primi segnali si siano avuti già una decina di anni fa in Francia, per poi trasferirsi purtroppo anche in Italia.

Le avvisaglie francesi del fenomeno

In Francia ci sono molti atei e anticlericali. Ma lungi da loro la volontà di profanare le chiese, spaccare tabernacoli, spargere ostie sui pavimenti, distruggere statue sacre. Escludiamo innanzitutto i rari casi di soggetti mentalmente disturbati.  Ed escludiamo anche le bande di ladri che cercano nelle chiese  oggetti di valore da rivendere sul mercato dell’antiquariato. O di tossicodipendenti che cercano soldi e magari per dispetto fanno danni. Tutti fenomeni ugualmente deprecabili ma ampiamente conosciuti.

In Francia nell’ultimo decennio si sono verificate oltre mille profanazioni di luoghi religiosi, sopratutto chiese ma anche cimiteri.  Per le chiese la gran parte riguarda gli esterni ( muri e porte) : iscrizioni sataniche, simboli anarchici e neonazisti, iscrizioni islamiste (“Allah Akbar”)

Le Figaro ha parlato di “profanazioni invisibili”, essendo  la Francia da tempo in testa alla classifica europea dell’ odio anticristiano. Il caso più eclatante fu l’omicidio in chiesa di Padre Jacques Hamel, sgozzato da un fanatico jihadista mentre celebrava la Messa. Ma anche tantissimi episodi di defecazioni, vetrate in frantumi, profanazioni dei tabernacoli. Per non parlare dell’incendio doloso della Cattedrale parigina di Notre Dame.

Le autorità francesi che hanno studiato il fenomeno parlano di  sfide fra baby gang minorenni dalle  connotazioni anticlericali, di soggetti entrati nell’orbita dell’occultismo e del satanismo, e soprattutto  raid di islamisti  influenzati dall’ideologia jihadista

Dalla Francia all’Italia

Di fronte al dilagare del fenomeno la Chiesa ha assunto un atteggiamento molto cauto, sia nel parlarne sia rispetto all’ipotesi di chiudere le chiese più periferiche e poco frequentate per proteggerle. Escludendone comunque  la “ militarizzazione “. Perfino per la Basilica di San Pietro, dopo i recenti e ripetuti episodi di vandalismo.

Il più grave dei quali è avvenuto nell’ottobre del 2025, quando un polacco è salito sull’Altare della Confessione completamente nudo urinando  davanti a centinaia di visitatori, per poi essere subito bloccato dalla Gendarmeria Vaticana. Altri episodi di oltraggio o danneggiamento si erano già avuti  nel febbraio del 2025 (con il danneggiamento di alcuni candelabri storici) e nel giugno del 2023

Stiamo parlando della Chiesa più importante del mondo, non solo d’Italia. Ma negli ultimi anni nel nostro paese  si contano almeno un migliaio di profanazioni, ponendo l’Italia al secondo posto dopo la Francia , col rischio concreto di un sorpasso in questa avvilente classifica.

Solo nel primo semestre del 2026 a Roma, Bologna, Guidonia, Genova, Villalba, Legnano e in Campania si sono verificati episodi di chiese violate, statue distrutte, incendio di portoni, altari sporcati, immagini sacre danneggiate, scritte blasfeme. Spesso avvenuti di notte. Ma non mancano quelli avvenuti anche di giorno : soprattutto improvvise irruzioni con bestemmie ad alta voce , oltre ad effrazioni e devastazioni durante le funzioni religiose.

Il silenzio della stampa

Davanti alla stessa sequenza di eventi che avesse coinvolto moschee o sinagoghe, qualunque testata giornalistica o redazione televisiva avrebbe lanciato l’allarme già alla seconda profanazione. E nei talk show  o nei  cortei si sarebbe parlato  del fenomeno come segno inquietante di islamofobia o di antisemitismo. E invece, un silenzio assordante. Perché l’anticristianesimo e la cristianofobia sono parole poco diffuse e fuori moda

Eppure il cristianesimo è considerato la religione più perseguitata al mondo. Secondo la World Watch List 2026  oltre 388 milioni di cristiani vivono attualmente sotto persecuzione o discriminazione. Ma a chi conviene approfondire l’odio verso i cristiani se gli stessi hanno stretto accordi commerciali ( o peggio elettorali ) con chi discrimina o perseguita i fedeli di Cristo nei propri paesi?

Mentre l’Europa continua lentamente e inesorabilmente a scristianizzarsi, ecco che il silenzio tombale sul fenomeno è intenzionale, non casuale. E delle chiese profanate in Italia non sembra accorgersi nessuno, tranne i pochi coraggiosi fedeli che continuano caparbiamente a frequentarle.