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sabato, 2 Luglio 2022

Primo Ministro Tsipras dice no alla Troika

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Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

Domenica 25 Gennaio 2015 si sono tenute le elezioni parlamentari in Grecia. Il partito Syriza, acronimo greco di Coalizione della Sinistra Radicale, ha ottenuto circa il 36,3 % dei voti, quindi 149 seggi su 300, due meno della maggioranza assoluta.
Il giovane leader di Syriza, Tsipras, Lunedì 26 Gennaio ha giurato, davanti al presidente greco Karolos Papoulias per assumere l’incarico di Premier. Per il giuramento il primo ministro ha preferito il rito laico, durante il quale sono state pronunciate le seguenti parole:

“Signor presidente, giuro che applicherò la Costituzione e le leggi e che lavorerò sempre nell’interesse generale del popolo greco”

In questo modo Tsipras, ingegnere di 41 anni, è divenuto il più giovane Primo Ministro della Terza Repubblica Ellenica. Ha avuto il compito di formare il nuovo governo, il  quale è stato ridotto a 10 ministri, contro i 18 del precedente esecutivo, guidato dal conservatore Samaras.

I ministeri chiave di questo governo sono stati assegnati a personaggi noti nel mondo accademico greco:

  • Yanis Varoufakis, noto economista greco è il nuovo Ministro delle finanze;
  • Georgios Stathakis, professore di politica economica all’Università di Creta, ricopre il ruolo di Ministro dell’Economia;
  • Nikos Kotzias, professore di Studi Europei all’Università del Pireo, è il Ministro degli Esteri.

La propaganda elettorale di Tsipras è stata tutta incentrata su temi quali: lavoro, sanità e debito pubblico. Il nuovo governo si è posto l’ambizioso obiettivo di innalzare il salario minimo fino a 751 € lordi, inoltre, si ripromette di ripristinare le regole sulla contrattazione collettive, cancellate dal precedente governo conservatore su richiesta della Troika.
E’ necessario riformare, anche, la Sanità pubblica in modo da renderla gratuita per i meno abbienti, per fronteggiare l’aumento della mortalità infantile degli ultimi anni.

Tsipras dichiara di voler trovare con l’Europa una nuova soluzione per far uscire la Grecia dal circolo vizioso dell’austerità, dicendo chiaramente no alla Troika, definendola una cosa del passato. Chiede un taglio del 60% del debito pubblico, e avvalendosi delle dichiarazioni di uno dei suoi economisti, vorrebbe trasformare l’intero debito in un megabond a scadenza illimitata da restituire in presenza di una crescita di almeno il 3%. Dichiarazioni forti nel contesto europeo e non accettate in alcun modo dalla Bunderskanzerin, Angela Merkel.

Il pensiero del nuovo Governo greco su alcuni temi caldi della politica estera, ha lasciato molti sbigottiti.
Inaspettatamente il nuovo esecutivo si è dissociato dai leader europei, che chiedono di valutare nuove sanzioni per la Russia, ritenendo che vi sia stata una violazione “dell’appropriata procedura”. La procedura seguita è, infatti, una procedura di silenzio-assenso, alla quale la Grecia non ha partecipato essendo in fase di transizione istituzionale. La Grecia ribadisce che qualsiasi nuova misura contro la Russia deve essere presa all’unanimità.

Oggi per la prima volta, si è riunito il nuovo Consiglio dei ministri e all’ordine del giorno c’è l’aumento del salario minimo a 751 euro.

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