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Primo luglio: nasce il celebre CAP

Il Primo luglio del 1967 venne introdotto l’oramai famosissimo CAP: codice di avviamento postale.

L’istituzione dei CAP risale al 1944 quando il ministro delle poste Siciliani tentò di imporne l’uso per i primi 5 più grandi capoluoghi di provincia: Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Tuttavia, fu a lungo “dimenticato” o tralasciato, fino alla diffusione ufficiale ed obbligatoria, avvenuta nel 1967.

Primo luglio: un cambiamento importante per le Poste 

Storicamente fu l’impiegato postale americano Robert Moon ad utilizzarlo per la prima volta nel 1963, ma nel nostro Paese divenne di uso comune solo quattro anni dopo, per far fronte all’enorme diffusione del “traffico postale”, in crescente aumento.

L’introduzione del Codice di avviamento postale, rappresentó una vera e propria rivoluzione per le Poste italiane.  Per agevolare, questo nuovo metodo lo Stato Italiano organizzò un concorso a premi per permettere ai cittadini di familiarizzare con il nuovo codice.

Divenuto nel corso del tempo di fondamentale importanza, fu introdotto dal ministero delle Poste e Telecomunicazioni per designare il luogo fisico dove consegnare la corrispondenza. Ogni pacco da spedire infatti, necessita del CAP, da specificare sia per il mittente che per il destinatario.

Il codice di avviamento postale è caratterizzato da cinque cifre che identificano univocamente una località o il quartiere di una città.

Ricordiamo che i codici di avviamento postale italiani comprendono anche la suddivisione di Città del Vaticano e San Marino.

Una curiosità sconosciuta a molti, è che la prima cifra del codice postale, nato il primo luglio del 1967, appartiene ad una delle dieci regioni postali italiane

Nonostante gli enormi progressi della tecnologia, il CAP resta insostituibile, quelle cinque cifre risultano necessarie anche oggigiorno e non possono essere omesse.

Come si utilizza correttamente il CAP

Per una spedizione corretta occorre seguire una modalità standard, che prevede l’inserimento dei seguenti dati:

– Mittente e destinatario (nome e cognome);

– Località (Strada, Traversa, Piazza, Corso);

– Numero civico (o se si tratta di un condominio: informazioni sull’edificio – interno, scala numero…);

– CAP;

Provincia.

Ricordiamo che quando si scrive un indirizzo il Codice di avviamento postale non può essere omesso; esso permette una consegna più veloce, in quanto coadiuva lo smistamento automatico per mezzo della lettura ottica dei Centri di Meccanizzazione Postale.