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giovedì, 27 Gennaio 2022

Primo Levi: vita, opere e morte occorsa l’11 aprile 1987

Ricorre oggi l'anniversario della morte del più importante testimone italiano della Shoah, Primo Levi.

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Trentaquattro anni fa, il corpo di Primo Levi viene ritrovato nell’atrio del palazzo di corso Re Umberto 35.

Il suo corpo giaceva per terra, nelle vicinanze della tromba delle scale dell’edificio. Nell’immediato si pensa a un tentato suicidio, ipotesi ancora oggi più accreditata. Tuttavia, la causa delle rovinosa caduta potevano anche consistere nella vertigine di cui soffriva il grande scrittore.

La vita di Primo Levi

Autore del celeberrimo Se questo è un uomo, la sua giovinezza fu profondamente segnata dall’esperienza dei lager nazisti. Nel suo scritto più noto, l’autore raccontò i drammi vissuti in quello che verrà ricordato da molti come un inferno sulla Terra, ossia il campo di concentramento di Auschwitz. 

Le sue memorie sono ancora oggi una delle testimonianze più importanti dell’epoca nazista. Dopo vari rifiuti, fu De Silva ad accettare una copia del manoscritto e a pubblicarla con un’edizione a cura di Franco Antonicelli.

Accortosi dell’interesse del pubblico per un argomento delicato come quello della Shoah, lo scrittore si fece portavoce della sua esperienza, presso diversi incontri pubblici e dedicandosi alla traduzione della sua opera letteraria più importante.

Il talento

In seguito a tali eventi, Primo Levi si occupò della stesura di svariati testi e nel 1979 vinse il premio Strega, grazie al suo La chiave a stella.

Se non ora quando? e I sommersi e salvati costituiscono altre due importanti volumi sugli eventi della seconda guerra mondiale. Il primo narra le vicende di un gruppo di partigiani ebrei che tendono trappole ai tedeschi sul fronte orientale sino a Milano, città da cui intraprenderanno un viaggio per la fondazione di Israele.

Il secondo è, invece, un compendio di spunti tratto dalle sue conversazioni coi giovani. La principale tematica è la ricerca delle risposte e dei perché che hanno portato alla realizzazione dell’Olocausto e alla sopravvivenza di alcuni, invece che di altri.

Le spoglie dell’uomo sono collocate al cimitero monumentale di Torino.

 

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