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domenica, 2 Ottobre 2022

Presidente Draghi: domani le dimissioni

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Il Presidente Draghi ottiene la fiducia, astenuti Fratelli di Italia e Movimento 5 stelle e Lega ma… si dimetterà ugualmente. 

Mario Draghi non salirà questa sera al Colle e il Premier molto probabilmente lascerà l’incarico.

L’incontro di Draghi con il Presidente Mattarella è previsto per domani mattina, quando il Presidente del Consiglio rassegnerà quasi sicuramente le proprie dimissioni, rimettendo l’incarico.

A poco valgono dunque i 95 sì ottenuti a  Palazzo Madama, grazie alla partecipazione dei componenti del M5S e altri senatori che non hanno lasciato l’aula, garantendo quindi il numero legale.

Lo scenario più probabile con le dimissioni di Mario Draghi è lo scioglimento del Parlamento per andare a elezioni in autunno. Ma non è detto che sia così; il Capo dello Stato Mattarella potrebbe prendersi qualche giorno per decidere cosa fare.

Stesso domani potrebbe incontrare i presidenti delle Camere che, secondo quanto previsto dalla  Costituzione, devono essere ascoltati prima di poter sciogliere le Camere.

Per quanto riguarda le elezioni, la data è decisa dal governo, tenendo conto del calendario la data più probabile potrebbe essere il prossimo 2 ottobre. Devono infatti trascorrere tra i 60 e i 70 giorni dal giorno dello scioglimento, mentre il 25 settembre si celebra una festa ebraica.

Le dimissioni di Mario Draghi già qualche giorno fa erano sembrate irrevocabili, nonostante il Presidente Mattarella non le avesse accettate. Le profonde motivazioni alla base della scelta del Presidente lo hanno portato alla decisione attuale.

Diversi i segnali di rottura durante i giorni scorsi, tra i quali spicca sicuramente il mancato voto di fiducia sul DL aiuti del Movimento 5 Stelle, una conferma per il Presidente dell’impossibilità di prolungare la permanenza a Palazzo Chigi.

Ricordiamo che il Capo dello Stato Mattarella potrebbe anche respingere nuovamente le dimissioni di Draghi e sciogliere le Camere. In quel caso sarebbe un governo non dimissionario e con poteri limitati.

Non resta altro che aspettare i prossimi giorni per capire come si evolverà la situazione politica e quali saranno le sorti del Paese.

Il dado è tratto? O semplicemente è ancora tutto da decidere? Ancora non si sa, ma intanto le forze politiche discutono sul da farsi, tra scissioni e prese di posizione. 

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