4shared
14.3 C
Napoli
domenica, 28 Novembre 2021

Premio Strega 2015: i cinque finalisti

Da non perdere

Carmela Nappo
Collaboratore XXI Secolo.

VotazioniPremioStrega_21secolo_Carmela_Nappo

Nella notte a Roma, tra le stanze antiche di casa Bellonci, sono stati designati i cinque finalisti dell’edizione 2015 del Premio Strega. Lo spoglio, che ha portato alla rosa dei cinque candidati che si giocheranno la vittorie nella premiazione del 2 luglio, è stato più lungo del solito e non sono mancati colpi di scena. Al primo posto c’è “La Ferocia” (Einaudi) di Nicola Lagioia con 182 voti, una storia di orgoglio e pregiudizio tra Bari e Taranto. Al secondo posto troviamo “La sposa” (Bompiani) di Mauro Covacich, diciassette racconti colmi di amore per la vita, con 157 preferenze. Terzo classificato la “Storia della bambina perduta” dell’autrice misteriosa Elena Ferrante (editore e/o) che ha ottenuto 140 voti. Al Quarto posto troviamo “Chi manda le onde” (Mondadori) di Fabio Genovesi, in cui il mare toscano fa da sfondo e protagonista, con 123 voti, libro che si è già conquistato il premio Strega giovani. Quinto posto  per “Come donna innamorata” (Guanda) di Marco Santagata con 119 schede.

Due esclusi d’eccezione dalla quintina sono, Vinicio Capossela che con il suo “Nel paese dei coppoloni” (Feltrinelli) è al decimo posto e il fumettista Zerocalcare, ottavo con il suo libro “Dimentica il mio nome” (Bao Publishing). I voti sono arrivati dagli Amici della Domenica, il corpo votante storico del premio, ai quali si aggiungono 60 lettori forti selezionati ogni anno da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e 15 voti collettivi espressi da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero, per un totale di 460 aventi diritto.

Ma questa di quest’anno è un’ edizione non solo piena di colpi di scena ma anche di innovazioni. Infatti, gli Amici della Domenica, a differenza del passato, hanno espresso ben tre preferenze invece che una. Inoltre, secondo il regolamento di quest’anno si sarebbe potuto assegnare un sesto posto, nel caso nella rosa dei cinque finalisti non ci fosse stato un libro che rappresentasse la piccola-media editoria, ma la possibilità di una sestina in finale è stata sventata dall’arrivo al terzo posto della Ferrante pubblicata da e/o. Secondo Tullio De Mauro e Stefano Petrocchi, presidente e direttore della Fondazione che organizza il premio, questo tipo di votazione limiterebbe lo strapotere delle major dell’editoria, e rendendo la rosa finalista poco prevedibile lasciando i giochi aperti fino alla fine. È tutto pronto, dunque, per la serata conclusiva al Ninfeo di Villa Giulia il 2 luglio.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli