Pozzuoli: sito archeologico o discarica?

Erano gli anni ’80 quando, in piena emergenza bradisismo, durante gli scavi preparatori alla realizzazione delle palazzine popolari di Pozzuoli furono involontariamente riportati alla luce interessantissimi resti archeologici che suggerivano l’antica presenza, in quel luogo, di una Villa Rustica Romana di dimensioni molto estese.

L’area, sottratta alla costruzione edilizia e affidata alla tutela della Soprintendenza, riportò alla luce grosse cisterne, l’interno di una villa in opus reticulatum e mosaici che si pensò di tutelare con semplici e grossolane coperture metalliche.

Ancora oggi, a distanza di molti anni, le rovine di quelle ville – dove gli studiosi ritenevano avesse soggiornato Annibale nel corso di una sua permanenza nel Sud Italia – giacciono abbandonate in uno stato di degrado. Cumuli di spazzatura di ogni genere occupano ogni angolo dell’area trasformando una zona di importante valore storico-artistico in una miserabile discarica a cielo aperto.

Le stesse coperture metalliche che un tempo erano lì a tutelare i preziosi mosaici riemersi, oggi costituiscono un grave rischio tanto per le strutture sottostanti quanto per i numerosi ragazzini che, grazie al cancello costantemente aperto e al conseguente ingresso libero all’area, si recano lì a giocare di tanto in tanto.

Un altro triste esempio di come le ricchezze di questa terra siano destinate non solo a non essere valorizzate ma addirittura a scomparire e non perché imprigionate al di sotto di nuove costruzioni e mai venute alla luce ma perché ritrovate e distrutte, giorno dopo giorno, dall’indifferenza di chi dovrebbe invece tutelarle.

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Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

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