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sabato, 3 Dicembre 2022

Pompei: riemerso ultimo fuggiasco

Rinvenuto nel nuovo cantiere del Regio V presso il parco archeologico di Pompei, in un'area a cui già in passato furono svolti scavi. La vittima è stata uccisa dal crollo di un masso di 300 kg

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Nelle ultime settimane il lavoro dell’equipe di archeologi presente al parco archeologico degli Scavi di Pompei, residenza storica per lo studio e la scoperta della classicità, soprattutto inerente al mondo ellenistico-romano, ha portato a risultati importanti.

Proprio nello stabile del Regio V, dove tra la cenere solidificata e i resti della civitas romana, aveva dato alla luce la Villa dei Delfini, ricca di una monumentalità espressa attraverso gli affreschi rinvenuti e le particolarità del gusto presenti in questi, stamane arriva l’annunzio di una scoperta ancor più sensazionale.

All’interno del nuovo cantiere del Regio V, presso il parco archeologico di Pompei, in mezzo alle altre Domus già rinvenute, il team di studiosi ha rinvenuto, tra gli scavi, i resti di una delle tantissime vittime dell’eruzione vulcanica, che nel 79 dC sconvolse il mondo romano, spesso denominate come “fuggiaschi”.

Secondo le prime indiscrezioni, il corpo apparterrebbe a una persona cui il sesso e l’età restano ancora ignoti, mentre dai segni è evidente che sia morto a seguito del crollo di un masso di 300 kg che gli ha fracassato il cranio.

Lo scheletro è stato riesumato da un fossato entro cui è stato accertato vi fosse una fontana, a cui probabilmente l’uomo era vicino.

Investito dalla nube piroplastica, generata dall’eruzione del Vesuvio, l’uomo è stato investito dai gas e dalla terra in sommossa non avendo via di scampo.

Infatti, oltre all’evidenza della causa della morte dell’individuo ritrovato, emergono anche alcuni dettagli che evidenziano una forma di infezione ossea, frequente negli anziani nel mondo classico, chiaro ostacolo alla fuga del “fuggiasco” verso un riparo.

È da osservare che il luogo in cui sono stati effettuati gli scav dai quali è emerso lo scheletro era già stato soggetto a scavi in passato, senza alcun risultato così eclatante, riportando alla luce solo ultimamente a qualcosa di analogo ad resti alcuni umani. Precedentemente furono rinvenuti nella zona soltanto resti di oggetti e manufatti emblema della vita comune nella Pompei latina.

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