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sabato, 8 Maggio 2021

Pompei: restaurate cinque domus

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Oggi a Pompei dopo anni di restauro tornano visitabili al pubblico cinque domus e un Anfiteatro e in contemporanea al Museo Archeologico Nazionale di Napoli prende il via la mostra “Mito e natura”. Fra le domus restaurate ci sono quella di Giulia Felice, del Frutteto, della Venere in Conchiglia (quest’ultima protettrice dei pompeiani), di Marco Lucrezio e di Octavius Quartius. Ciò che unisce queste domus è la natura ed è per questo che il direttore generale della soprintendenza, Massimo Osanna, ha voluto far coincidere l’apertura delle dimore con l’inaugurazione della mostra.

La caratteristica che lega alla natura le cinque domus sono i grandi e curati spazi aperti riallestiti con copie di statue e arredi per rivivere il fascino della vita quotidiana dei pompeani. Infatti aiuole e piante sono state risistemate come erano duemila anni fa secondo un’indagine pollinica che ha permesso di ricostituirne l’ubicazione. E inoltre per l’evento, il direttore della Soprintendenza Massimo Osanna ha tirato fuori dai depositi i resti di cibo e frutta carbonizzati per esporli all’interno della piramide che fino al gennaio scorso aveva ospitato i calchi.

Una delle più belle è sicuramente la casa di Giulia Felice, al cui interno era custodito una sorta di spa privata con terme, che veniva affittata a caro prezzo ai pompeiani facoltosi. Molto più semplice invece è la Casa del Frutteto, su via dell’Abbondanza, nota per i suoi affreschi da giardino che ritraggono alberi di fichi, prugne, pere, sorbe, ciliegie e corbezzoli, e diversi tipi di agrumi  e per l’atrio decorato con mosaico in bianco e nero. La casa della Venere in Conchiglia invece è stata resa famosa dalla decorazione pittorica della parete di fondo: un giardino rigoglioso di piante e di copiosa fauna, con una bassa transenna ed altri elementi decorativi si articola in 3 pannelli. A destra è dipinta una vasca di fontana con uccelli; a sinistra una statua di Marte; al centro una finestra dà l’illusione d’aprirsi sul mare, ove in una rosea conchiglia è la dea Venere, accompagnata da due amorini e quasi sospinta verso Pompei. Molto attesa anche la casa di Marco Lucrezio che apparteneva ad un sacerdote del dio Marte, amministratore della città. Infine la domus di Octavius Quartius che occupa un’intera insula tra l’Anfiteatro e via dell’Abbondanza e presenta una fontana riccamente decorata da struggenti affreschi.

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