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giovedì, 20 Gennaio 2022

Pomodoro Pelato di Napoli Igp? La Puglia si oppone

Il Ministero delle Politiche Agricole è a favore del riconoscimento Igp al Pomodoro Pelato di Napoli. La Puglia, però, si oppone fermamente

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Il Ministero delle politiche agricole ha approvato la richiesta del riconoscimento IGP al pomodoro pelato di Napoli. L’assessore alle politiche agricole della regione Puglia, Donato Pentassuglia, però, si oppone fermamente.

Ho già avuto contatti con il Ministero delle politiche agricole, stiamo istruendo il fascicolo e a breve sarà pronto. Non arretreremo nemmeno di un millimetro“, ha dichiarato. “La levata di scudi sarà netta“, aggiunge. “Nel foggiano si concentra il 90% della produzione nazionale del pomodoro lungo“.

Già nel 2017, quattro anni fa, la Campania provò ad ottenere il riconoscimento ma fu ostacolata dall’azione della Puglia. Dopo la recente istruttoria ministeriale, la Campania ha ottenuto, ad oggi, una stesura finale del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta “Pomodoro pelato Napoli“. Ciò è stato notificato sulla Gazzetta ufficiale del 13 marzo.

Alla regione Puglia restano 60 giorni per fare opposizione alla decisione del Ministero. L’assessore ribadisce: “non ci sono dubbi che lo faremo, il fascicolo è quasi istruito“.

Pomodoro Pelato di Napoli Igp: l’opposizione della regione Puglia

Sia dai banchi della maggioranza che dall’opposizione in Puglia, il ‘no’ a questo riconoscimento IGP giunge forte e chiaro. In una nota, il presidente della IV Commissione consiliare, Francesco Paolicelli (PD) e il consigliere regionale di ‘Con Emiliano’, Antonio Tutolo, affermano: “La Puglia non può assolutamente accettare un’onta simile“.

Aggiungono: “Metteremo in campo misure e risorse per tutelare e valorizzare un prodotto fortemente radicato alla nostra tradizione. La Puglia, in particolare la provincia di Foggia, realizza il 90% della produzione italiana, ivi compresa quella che finisce negli stabilimenti campani. Sarebbe veramente un’assurdità chiamare Napoli il pomodoro pugliese, soprattutto per tutti i produttori locali già ampiamente penalizzati dal gap culturale del territorio in cui operano“.

Sottolineano, infine: “Sarebbe come se volessimo intestarci la paternità della pizza margherita solo perché tra gli ingredienti si utilizza il nostro pomodoro“.

Intanto, il gruppo dei consiglieri regionali della Lega in Puglia ha presentato una mozione. Il consigliere regionale Lega Puglia, Jospeh Splendido, si è dimostrato molto toccato dalla questione.

Ha dichiarato: “Non possiamo permettere che i produttori foggiani subiscano un danno così evidente. L’art.6 del del disciplinare di produzione recita che ‘tra i fattori essenziali che distinguono il Pomodoro Pelato di Napoli dagli altri, un ruolo è assunto dal know-how aziendale tipico della area di produzione, dov’è possibile trovare maestranze abili e altamente specializzate“.

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