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Polpettine di bietola: un piatto povero ma molto apprezzato

Una ricetta saporita e soprattutto facile da preparare, sono le polpettine con bietola e caciocavallo.  Realizzarle è molto facile, servono: bietola, caciocavallo o provola, uova, pangrattato, parmigiano, aglio sale e pepe per condire, olio (meglio di semi) se si decide di friggerle.

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Polpettine di bietola: un piatto povero ma molto apprezzato
Polpettine di bietola: un piatto povero ma molto apprezzato

Le polpettine con bietola e caciocavallo, sono una ricetta saporita e soprattutto facile da preparare.

La tradizione culinaria campana è ricca di piatti gustosi, variegati, adatti ad ogni esigenza.

Polpettine di bietola: ricetta e procedimento di un piatto senza tempo

Un secondo piatto sfizioso, fritto o al forno, dal gusto inconfondibile, adatte anche ai vegetariani ed ai bambini. 

La ricetta originale prevede l’utilizzo della mozzarella, ma negli ultimi anni, tale ingrediente è stato soppiantato dalla provola, molto più filante e quindi con una resa migliore.

Realizzarle è molto facile, servono: bietola, caciocavallo o provola, uova, pangrattato, parmigiano, aglio sale e pepe per condire, olio (meglio di semi) se si decide di friggerle. Per cuocerle al forno invece, sarà sufficiente rivestire una teglia con della carta forno bagnata e ben strizzata, e posizionare le polpettine sulla superficie leggermente unta con un pò di olio. 

Nella variante campana, spesso le massaie d’un tempo utilizzano anche del pane raffermo, essendo questa una ricetta povera.

Il pane veniva messo in ammollo nell’acqua o nel vino bianco e poi utilizzato nell’impasto.

Dopo aver lavato accuratamente la bietola, si procede ad assemblare man mano tutti gli altri ingredienti; le donne che le preparano, soprattutto in Campania, in particolare modo ad Ischia, affermano di fare tutto “ad occhio”, senza delle dosi precise.

Dopo aver bollito la bietola in acqua salata (in modo che non perda la brillantezza del colore che la contraddistingue) si cuoce in padella con uno spicchio d’aglio, che poi verrà tolto.

Una volta cotta, si spezzetta con l’aiuto delle forbici.

Si aggiungono poi le uova, il formaggio grattugiato e chi vuole metterà anche il pane precedentemente ammorbidito.

L’impasto dovrà essere lavorato per circa cinque minuti, in modo da amalgamare bene tutti gli ingredienti; si formeranno poi delle polpettine, al cui centro va posto un pezzettino di caciocavallo o scamorza.

Dopo questi semplici passaggi, si procede con la panatura, con il pangrattato; in passato si mescolava alla farina, ma la ricetta attuale non menziona questo ingrediente.

A questo punto non resterà altro da fare che friggere le polpettine, ad immersione in abbondante olio di semi. 

Quando la doratura sarà omogenea, le polpettine saranno cotte e pronte da gustare.

Un ingrediente versatile, povero di grassi e gustoso

La bietola si può raccogliere durante tutto l’anno; in Italia viene coltivata soprattutto in Puglia e in Campania, dove il clima mite ne agevola la produzione.

Questa verdura ha degli ottimi valori nutrizionali, solo diciannove calorie ogni cento grammi di prodotto.

Inoltre è ricca di sali minerali e acqua ed è dunque consigliata in una dieta povera di grassi.

Ovviamente le polpettine a base di bietola e caciocavallo, essendo tradizionalmente fritte, non rappresentano un alimento dietetico, ma sono apprezzate dai commensali.

Nelle zone interne della Campania, si mangiano in particolar modo durante le festività natalizie, e con l’arrivo della primavera, le coltivazioni diventano più vigorose, dunque non mancano nei cosiddetti “pranzi della domenica”.

Ad Ischia, si preparano soprattutto a Pasqua e il Lunedì dell’Angelo, anche come cosiddetto fingerfood da mangiare in compagnia, magari durante un aperitivo.

Le varianti presenti sul territorio ischitano sono numerose, ma sempre succulente e ricche di storia e tradizione.

Nel comune di Ischia, sotto al sole mite che riscalda le giornate primaverili, non può mai mancare una guantiera con le polpettine di bietola.

Ed è così che mentre le altre vivande trovano spazio a tavola, le mani dei più piccoli si riempiono di questa specialità, che calde son ancora più buone.

In giornate come queste, come ad esempio la Pasqua che si avvicina, i grandi di siedono all’ombra, magari là sotto, riparati da un ulivo secolare, o in cantina, davanti ad un quadro antico in bianco e nero e tutto prende il sapore della semplicità. 

Tutto ciò mentre in lontananza si scorge il vicino di casa che allegramente saluta, e al quale non si può non offrire una deliziosa polpettina di bietola.

Probabilmente è proprio questo che contraddistingue le ricette più buone, riuscire ad accontentare tutti con semplicità, con i prodotti del proprio orto e senza artefatti o ricette troppo complicate.