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lunedì, 3 Ottobre 2022

Polonia, proteste governative in molte città

Proteste antigovernative sono esplose su tutto il territorio della Polonia, da Varsavia fino alle più piccole cittadine per difendere Costituzione e legalità, contro la nuova legge in materia giudiziaria promossa dal Pis di Kanczynski

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

La Polonia è scesa in piazza, nelle ultime ore di ieri sera, per difendere la propria Costituzione contro le ultime scelte della propria classe politica, dando vita a partire da uno dei centri propulsori della vita della regione polacca, Varsavia, a manifestazioni di protesta antigovernative, che,  irraggiandosi progressivamente in tutte le varie citta polacche hanno raggiunto la capitale polacca, Cracovia fino alle più piccole cittadine dell’entroterra polacco .

A monte della protesta antigovernativa inoltre, oltre alla difesa della propria carta Costituzionale, si è sollevato un mero grido contro la politica, quasi autocratica del governo polacco, che già nei mesi scorsi aveva suscitato indignazioni sulle dichiarazioni sulla Shoah, Auschwitz e il coinvolgimento polacco in merito alla immane tragedia che colpì il popolo ebraico nel Novecento.

Infatti i cittadini polacchi sono scesi in piazza per rivendicare anche l’autonomia della magistratura dalla politica ed il rispetto della legalità da parte delle autorità polacche.

Milioni di polacchi hanno presieduto dinanzi la sede della Corte Suprema della Polonia, uniti dal grido di protesta di “tribunali liberi” e “abbasso la dittatura”, riferito soprattutto contro la politica del partito ultraconservatore polacco, (Pis) di Jarolaw Kaczynski .

A scaturire le manifestazioni di proteste è stata la recente approvazione da parte del Parlamento Polacco in merito all’obbligo di dimettersi per i giudici aventi età superiore ai 65 anni.

Contro la nuova normativa prevista in materia giudiziaria dalla Polonia, già la Commissione Europea due giorni fa aveva espresso parere negativo, in quanto andava ad interferire il potere politico con quello giudiziario, inoltre in tal modo, il Parlamento Polacco manderà a casa, cambiando in modo forzato oltre 1/3 dei suoi rappresenti presso la Corte Suprema Polacca.

A opporsi, tra i giudici della Corte Suprema polacca, non ha fatto mancare il proprio dissenso la  prima presidente della Corte, Malgorzata Gersdorf, la quale oltre a sottolineare che non accetterà di dimettersi, come richiesto dalla nuova normativa, ha definito “una purga”, quest’azione da parte del Parlamento, paragonandola al clima di epurazioni dell’Urss di Stalin.

 

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