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lunedì, 24 Gennaio 2022

Polexit: scontro tra Polonia e Unione Europea

"Polexit": dopo la sentenza della Corte Costituzionale di Varsavia, si teme l'uscita della Polonia dall'Unione Europea

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Quella che viene definita una Polexit, è una notizia che fa sempre più discutere.

Il 7 ottobre la Corte Costituzionale di Varsavia ha stabilito che le fonti del diritto UE non sono compatibili con la costituzione polacca. La decisione arriva dopo le pressioni del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, che si era rivolto alla Corte dopo una sentenza della Corte di Giustizia dell’UE (CGUE) dello scorso Marzo, contraria alle sue recenti riforme della giustizia.

La decisione, che danneggia il principio del primato delle fonti del diritto UE sulle leggi interne, ha creato molto scalpore e dato inizio a una nuova crisi tra la Polonia e l’Unione Europea. Per molti, questo potrebbe essere l’inizio di un “Polexit”, ovvero di un processo che porterà all’uscita della Polonia dall’Unione Europea.

Oltre ai nuovi scontri tra le forze politiche sovraniste ed europeiste, si registrano diverse proteste, in tutta la Polonia, di persone contrarie ad un eventuale uscita dall’Unione.

David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, ha rilasciato commenti duri: “Il verdetto di oggi in Polonia non può restare senza conseguenze. Il primato del diritto Ue non può essere messo in dubbio. Violarlo significa sfidare uno dei principi principali dell’Unione. Chiediamo alla Commissione di adottare le azioni necessarie”.

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è detta «profondamente preoccupata e pronta a compiere i prossimi passi necessari». In una nota della Commissione si legge: «tutte le sentenze della Corte di giustizia europea sono vincolanti per le autorità di tutti gli Stati membri, compresi i tribunali nazionali. Il diritto dell’UE ha il primato sul diritto nazionale. […] Useremo tutti i poteri che abbiamo ai sensi dei Trattati per garantirlo». Tuttavia va ricordato che la stessa Commissione ha però già più volte sorvolato su gravi questioni riguardanti lo Stato di diritto, ritardando e ignorando per un intero anno le contromisure previste in tali casi che condizionano l’erogazione dei fondi europei proprio al rispetto di esso. Per questo, ora, tutti gli occhi sono puntati sulla Commissione.

 

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