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lunedì, 29 Novembre 2021

Polemica per europarlamentarie grilline

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Speranza Papasidero
Collaboratore XXI Secolo. 24 anni, studentessa alla facoltà di Lettere Moderne della Federico II, Napoli. Ama perdersi per ore nelle pagine di romanzi e racconti, adora i gatti e sogna di diventare giornalista, editore e scrittrice.

E’ stato il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, a lanciare lo scorso 31 marzo le votazioni online per i candidati alle Europarlamentarie.

Si è votato dalle 10 alle 21, arco breve di tempo in cui polemiche e critiche si sono susseguite anche a colpi di commenti non sempre positivi ai post sul blog dell’ex comico. Basterebbe leggerne alcuni per constatare il malcontento di molti, anche se tanti altri hanno apprezzato senza mezzi termini il nuovo metodo di votazione via web.
Le proteste sono nate per i motivi più svariati. A farsi portavoce di queste ultime è stata la stessa deputata Roberta Lombardi, che per prima ha parlato di “candidite”, riferendosi all’elevato numero di candidati grillini alle europee, ben 4.500, accusati di essere accorsi alle Europarlamentarie con l’unico scopo di occupare una poltrona. In tantissimi hanno infatti segnalato enormi difficoltà ad accedere alle votazioni a causa del grandissimo numero di contatti. Altre critiche, comunque, sono sorte per motivi differenti anche se ritenuti equivalentemente fondamentali, come la mancanza di curricula, non presenti nel sistema, e la scelta di Grillo di dare il via alle votazioni a consultazione già avviata. C’è anche chi ha denunciato il problema che in undici ore difficilmente è possibile scegliere con cognizione di causa.

Per evitare infiltrazioni probabili di opportunisti non realmente interessati alle cause del Movimenti, il duo Grillo-Casaleggio aveva, precedentemente l’inizio delle votazioni, imposto una penale altissima a chi avesse sottovalutato il nuovo sistema, e regole più rigide nel Codice di comportamento per Strasburgo. Regole dettagliate che però sembrano non aver influito più di tanto sulla scelta di molti di candidarsi nonostante la non-attività al’interno del Movimento 5 Stelle.
A denunciare tutto ciò è stato il consigliere uscente in lizza come governatore del Piemonte, ovvero Davide Bono, che sul suo profilo Facebook ha criticato le Europarlamentarie, scrivendo: “Mi risulta difficile pensare che in cinque anni di Movimento io non abbia mai avuto il piacere di vedere attivi sul territorio 237 delle 262 persone che si sono candidate”.
Per questo, cioè proprio per evitare valutazioni errate da parte del popolo e per non incorrere in errori e rischi, Bono ha pensato bene di stillare una lista contenente i nomi dei candidati attivi nel Movimento di Grillo, escludendo quindi coloro che sono stati indirettamente ritenuti come ‘indegni’ di essere votati alle Europarlamentarie.
La cosiddetta White List non è piaciuta ai più, che l’hanno considerata come una preselezione che poteva essere evitata.

Altri problemi infine hanno riguardato l’esiguo numero di elettori, circa 35.188, rispetto al numero dei candidati. In Lombardia ad esempio il primo arrivato risulta avere un numero di voti pari a poco più di 556.

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