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Poesia contemporanea. Istruzioni per l’uso

Poesia contemporanea. Istruzioni per l’uso

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Poesia contemporanea. Istruzioni per l’uso. Ogni tanto, diciamo ogni decennio all’incirca, qualcuno decreta, non si sa bene perché, la morte della poesia. Salvo ad essere clamorosamente smentito dai fatti. E la poesia contemporanea, perenne  Araba fenice letteraria, riemerge ogni volta con modi e in circostanze del tutto inattese.

Ogni tanto poi  qualcuno lamenta l’ulteriore calo di vendite delle raccolte poetiche, senza tuttavia tener conto che la crisi dell’editoria riguarda tutte le pubblicazioni ( stampate ma anche in formato e-book) e soprattutto senza considerare che oggi la poesia viene veicolata prevalentemente dai social.

Scuola e poesia

Certo la scuola non aiuta ad appassionare i ragazzi alla poesia, men che meno alla poesia contemporanea. Perché nelle secondarie di primo e secondo grado vengono letti i poeti classici ma i programmi ministeriali si fermano molto prima della contemporaneità.

Per non parlare del fatto che sono incentrati sopratutto su poeti italiani, escludendo gli altri che sono studiati solo nei corsi di lingua inglese o francese. Eppure il linguaggio poetico contemporaneo è molto più vicino ai giovani di oggi. Basti pensare ai poeti della beat generation americana. Per non parlare del fenomeno della poesia di strada ( urban poetry) affine alla street art.

Anche l’università non è esente da colpe. Nelle Facoltà di Lettere non vengono letti i più importanti poeti viventi, che oltretutto  raramente vengono invitati a tenere conferenze e lezioni.

Poesia colta e poesia pop

C’è un equivoco di fondo all’origine di tutto. La poesia è un’arte, come la musica, la pittura, la scultura e via dicendo. Con la differenza che qui c’è un gigantesco e imbarazzante conflitto di interessi  Ci riferiamo al fatto che, a differenza di tutte le altre arti, non esistono poeti di professione (carmina non dant panem) né critici  di poesia indipendenti.

Per lo più si tratta di letterati che spesso affiancano alla propria attività di autori   quella di giurati nei concorsi di poesia,  direttori editoriali nelle collane di poesia, critici per le riviste di poesia, prefattori di raccolte di poesia, curatori di antologie di poesia contemporanea.

Completamente avulsi dalla realtà, prediligono poeti cosiddetti colti, un termine assolutamente nobile se riferito a poeti adatti ad un pubblico di nicchia. Ma che troppo spesso è sinonimo di noia e incomunicabilità. Comunque non hanno la minima idea, oppure se ce l’hanno la snobbano completamente, che esiste al contrario una vasta produzione poetica cosiddetta pop, certamente più adatta al grande pubblico. Che merita attenzione e rispetto anche quando non è ritenuta degna di comparire su riviste e antologie.

Instapoesia

Tra tutti i social è certamente instagram quello che più diffonde poesia contemporanea. Di poeti famosi ma autori csemi o totalmente sconosciuti. Di poeti ormai avanti negli anni e di poeti all’esordio. Su IG tanti profili personali e molti versi, oltre a riviste che democraticamente ospitano autori vari, pur operando una selezione per evitare di pubblicare quelli che spesso sono solo degli sfoghi esistenziali .Che con tutto il rispetto non hanno però dignità poetica.

Poesia in musica

Un altro settore in cui la poesia ha innestato solide radici è la musica. Si sa, poesia e musica sono due muse gemelle. Dai tempi dei lirici greci fino agli chansonnièr francesi nelle corti medioevali.

A parte il rap, dove le rime sono essenziali per il rapporto tra metrica e ritmo, molti cantautori e autori (parolieri o poeti ? Mogol docet) scrivono poesia in musica spesso inconsapevolmente ma con risultati finali molto apprezzabili, e  con intuizioni e immagini poetiche che nulla hanno da invidiare a quelle di poeti veri e propri.

Stili e generi poetici contemporanei

Poesia contemporanea. Istruzioni per l’uso. C’è poi un altro equivoco di fondo. La maggior parte dei critici non riesce proprio a districarsi tra l’enorme massa di autori e di versi. Ciò è dovuto al fatto che  , a parte l’ermetismo che risale ormai ad oltre settan’anni fa e alla breve esperienza del postmodernismo, attualmente sembra che ogni poeta rappresenti una storia a sé.

E non abbia la forza poetica di imporre il suo stile non solo agli altri poeti ma nemmeno agli artisti di altre discipline. Ossia non è più il tempo di un D’Annunzio che ispira il decadentismo, o un Bretòn che fonda il surrealismo . O un Tristan Tzara artefice del dadaismo o di un Marinetti che fonda il futurismo.

Tuttavia non è difficile, leggendo le poesie contemporanee, inquadrarle in movimenti artistici ormai storicizzati nelle arti visive. Minimalismo e concettualismo in primis. Ma anche neosimbolismo e neo surrealismo. E poesia visiva, poesia figurativa, astratta e informale.

Poesia e arte

Del tutto inutili dunque le antologie che distinguono  i poeti contemporanei per fasce d’età. Una cosa che non ha proprio alcun senso. Cominciamo dunque a leggere la poesia contemporanea come se fossimo davanti ad un’opera d’arte. Differenziare le letture come gli ascolti in campo musicale e le visite alle mostre in campo artistico visivo.

Aprendo la propria finestra culturale a linguaggi diversi ma allo stesso tempo inquadrando il poeta in uno stile o in un genere preciso. Solo così seguiremo un percorso personale per essere in grado da soli di saper distinguere tra vera poesia e pseudopoesia. Seguendo solo il nostro istinto e il nostro gusto. L’eventuale approfondimento avverrà solo in un secondo momento.

A quel punto verrà automatico, leggendo un poeta contemporaneo,  andare alla ricerca e alla scoperta dei poeti che lo hanno preceduto. Ai crepuscolari o ai romantici, ai neorealisti o ai confessionali, ai maledetti o agli ermetici.

Alla fine solo il pubblico dei lettori puà imporre la propria corona di alloro sul capo di chi si cimenta con l’ars poietica. E decretarne così ,distinguendo tra poeti, poetini e poetastri, l’autentico valore. Che non va dimenticato mai, è strettamente connesso non tanto con una buona tecnica, che pure ne rappresenta la base, ma sopratutto con una grande creatività.