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lunedì, 4 Luglio 2022

Pizza1one: vi presentiamo i prossimi sfidanti

Anche oggi a Pizza1one sei concorrenti si sono sfidati cercando di dare il massimo, e riuscire a trasmettere alla giuria la propria passione. Noi abbiamo avuto la possibilità di conoscerli e ve li presentiamo.

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Carmela Nappo
Collaboratore XXI Secolo.

Giuria con Claudio Ospite. Foto Fabio Sasso_21secolo
Giuria con Claudio Ospite. Foto Fabio Sasso

“Pizza1one”, format televisivo sulla pizza napoletana, giunta alla terza edizione, ideato dall’Istituto Nazionale Pizza (INP), presieduto dal cavalier Claudio Ospite. Sarà saranno messe in onda dal 27 febbraio su varie piattaforme web e tv. Anche oggi sei concorrenti si sono sfidati cercando di dare il massimo, e riuscire a trasmettere alla giuria la propria passione. Noi abbiamo avuto la possibilità di conoscerli e ve li presentiamo: Antenucci Davide, Grossi Salvatore, Velardo Alessio, Montesarchio Michele, Sasso Ciro e Di Pietro Marco.

 

  • Antenucci Davide. Foto Fabio Sasso_21secolo
    Antenucci Davide. Foto Fabio Sasso

    Nome: Antenucci Davide

  • Luogo di attività: Campobasso

Che pizza presenti qui oggi?

«La pizza che presento oggi si chiama ‘peccati di gola’, ingrediente principale della pizza è la porchetta aromatizzata con rosmarino pepe e sale grosso, su un letto bianco di mozzarella. L’ingrediente particolare della preparazione è la mela verde, che griglio precedentemente e poi adagio sulla pizza 20 secondi prima dell’uscita dal forno, all’uscita aggiungo poi scaglie di grana e olio extravergine d’oliva. La mela è sicuramente il segreto dell’equilibrio dei sapori perché addolcisce e alleggerisce il sapore denso e forte della porchetta».

Tecnicamente qual è secondo te il passaggio fondamentale per avere una buona pizza?

«Secondo me i passaggio importanti sono due, fondamentale è quando si stende l’impasto ma importante è anche il momento della cottura dovendo tener conto degli ingredienti presenti sulla pizza. Per quanto riguarda le tecniche di stesura dell’impasto c’è quella più utilizzata, che utilizzo io, quella a schiaffo tipica tecnica napoletana, e poi c’è la tecnica a bancone utilizzata di più verso il nord o le altre zona d’Italia e nel resto del mondo».

  • Nome: Grossi Salvatore 

    Grosso Salvatore.Foto Fabio Sasso_21secolo
    Grosso Salvatore.Foto Fabio Sasso
  • Età: 46 anni
  • Luogo di attività: Napoli

Cosa ti ha spintoa partecipare a Pizza1one?

«Perché non ho mai partecipato ad altre gare, questa è la prima e volevo mettermi in gioco, confrontarmi con le altre persone. Per ora l’esperienza mi è piaciuta tanto e credo mi sia servita a migliorarmi, perché non bisogna mai credere di essere bravi e non avere più nulla da imparare».

Che pizza ha presentato oggi, e qual è la particolarità della sua pizza?

«La pizza che ho presentato oggi si chiama ‘la campagnola’, viene fatta stendendo con primo stato di panna sull’impasto poi broccoletti baresi, provola e all’uscita dal forno scaglie di parmigiano. L’ingrediente principale sono i broccoletti che vengono già in saporiti e salatati in padella e poi messi sulla pizza».

Montesarchio Michele. Foto Fabio Sasso_21secolo
Montesarchio Michele. Foto Fabio Sasso

  • Nome: Montesarchio Michele 
  • Età: 17 anni
  • Luogo di attività: Acerra

Che pizza presenti oggi in gara?

«Ho presentato una pizza che chiamo ‘campagnola’, guarnita con funghi porcini, salsiccia, provola, basilico e rucola all’uscita. Ingrediente fondamentale sono i porci che spezzano il gusto della salsiccia».

Tu stai facendo scuole? Sei giovanissimo ma hai già un pensiero sulla cottura giusta della pizza?

«Frequento l’istituto alberghiero nessun corso specifico ma faccio già esperienza sul campo. Per la cottura penso che sia alla base della preparazione, il 60% del prodotto finale, perché possiamo anche avere una buona pizza ma se poi non concludiamo il tutto con una buona cottura, bruciandola o non cuocendola abbastanza, non avremo un buon risultato».

Sasso Ciro. Foto Fabio Sasso
Sasso Ciro. Foto Fabio Sasso

  • Nome: Sasso Ciro 
  • Età: 35 anni
  • Luogo di attività: Firenze

Hai fatto scuole corsi, per avvicinarti a questo lavoro?

«Ho iniziato con l’istituto alberghiero e poi ho fatto sia corsi che stage per pizzaioli. Sono partito dalla ristorazione, ho lavorato cinque anni in cucina poi mi sono dedicato alla pizza».

Tu sei pizzaiolo a Firenze, quali sono le differenze ma soprattutto la cottura com’è? E poi che pizza hai presentato oggi?

«La pizza che ho presentato oggi è fatta con gamberoni, lardo, mozzarella di bufala e basilico. Sì la pizza richiesta a Firenze è diversa io ho cercato di trovare un equilibrio sia per quelli che volevano la pizza verace napoletana sia i fiorentini che voglio una pizza un po’ diversa. La pizza differenza sta nel fatto che la pizza che richiedono a Firenze ha una cottura più lunga, avendo un risultato che rifinirei a biscotto mentre quella napoletana rimane un po’ morbida. Mente per tutto il resto mi rifaccio alla tradizione napoletana, anche per l’impasto che sottopongo a lunga lievitazione».

Velardo Alessio.Foto Fabio Sasso
Velardo Alessio.Foto Fabio Sasso

  • Nome: Velardo Alessio 
  • Età: 26 anni
  • Luogo di attività: Campobasso

Hai fatto scuole o sei un autodidatta?

«Non ho fatto proprio una scuola, ma un corso per pizzaioli tenuto dalle persone per le quali ora lavoro».

 

Che pizza hai presentato a questo contest?

«Oggi ho presentato la pizza ‘catamarano’, formata da due ripieni un farcito con salume dolce e formaggio dolce che rappresenta la terra dalla quale vengo io, i monti del Molise. Mentre l’altro ripieno è farcito con ricotta, gamberetti, seppie che rappresentano il mare della Campania, ho voluto rendere omaggio a queste due belle regioni. Sicuramente è un abbinamento di sapori difficile, e un vero segreto non c’è, volevo portare una cosa diversa, gusti diversi e ho cercato di sperimentare».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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