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venerdì, 27 Maggio 2022

Pizza1one: parla il giudice di forno Capuano Gino

Tra i giudici di forno che si alterneranno nel corso delle puntate c’è Gino Capuano, titolare del Pub-Pizzaria 'Cookery' a San Sebastiano al Vesuvio , che ci ha raccontato di essersi appassionata all'arte bianca sin da piccolo, e ci ha poi parlato della sua attività di maestro pizzaiolo presso il carcere minorile di Nisida.

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Carmela Nappo
Collaboratore XXI Secolo.

Giudice di forno Gino Capuano. Foto Fabio Sasso_21secolo
Giudice di forno Gino Capuano. Foto Fabio Sasso

Il format televisivo “Pizza1one”, che andrà in onda dal 27 febbraio su varie emittenti tv, ogni giorno oltre a presentare pizzaioli che si mettono alla prova ci fa conoscere anche dei pizzaioli esperiti, veri maestri della professione che assolvono alla funzione di giudice di forno e che con il loro giudizio tecnico, insieme a quello della giuria, decretano il vincitore della puntata. Tra i giudici di forno che si alterneranno nel corso delle puntate c’è Gino Capuano, titolare del Pub-Pizzaria ‘Cookery’ a San Sebastiano al Vesuvio , che ci ha raccontato di  essersi appassionata all’arte bianca sin da piccolo, e ci ha poi parlato della sua attività di maestro pizzaiolo presso il carcere minorile di Nisida.

Come ha intrapreso questo mestiere, ha fatto scuole?

« Ho iniziato perché provengo da una famiglia di pizzaioli, un po’ per curiosità e perché mi piaceva il mestiere, mi sono buttato a capofitto in questa attività che faccio da 21 anni con passione e dedizione. Quindi sin da piccolo ho toccato questo mestiere un po’ per cultura familiare e un po’ per mio piacere mi sono dedicato all’arte bianca».

Lei come maestro pizzaiolo dove svolge la sua attività?

« Svolgo l’attività di maestro accademico della pizza presso il carcere minorile di Nisida, dove svolgiamo corsi per i giovani detenuti che hanno passione per questo mestiere con la speranza che in un futuro quando si apriranno le porte del carcere abbiano un buon mestiere da poter svolgere».

E, invece, oggi come giudice di forno di Pizza1one a cosa farà maggiore attenzione?

«Come giudice di forno guardo l’insieme, ma do molta importanza alla cottura della pizza perché è una buona cosa per un pizzaiolo avere un buon forno a temperatura e fare uscire un prodotto qualitativamente alto. Darò molta importanza alla cottura della pizza che per me è fondamentale, ma guarderò anche la manipolazione e alla stesura, per me è importante la stesura a schiaffo quella tipica napoletana».

Cosa pensa lei delle innovazioni che ci sono nel ‘mondo pizza’, come ad esempio le pizze gourmet?

« Il pizzaiolo moderno è portato per la pizza gourmet. Io credo di essere un misto tra le due generazioni, un po’ mi ritengo un pizzaiolo vecchio stampo un po’ sono vicino alla modernità, diciamo che è anche il commercio che ti porta a avvicinarti alla modernità e quindi anche alle pizze gourmet. Poi con i prodotti della nostra terra, siamo portati a dare un prodotto qualitativamente superiore, ritengo che una buona margherita fatta con prodotti di eccellenza, che non si può definire pizza gourmet, rimane una grandissima pizza, è una pizza gourmet nel senso di gustoso».

Nella sua attività la scelta degli ingredienti che importanza ha?

« La scelta dei prodotti è importantissima, usiamo prodotti della nostra terra prodotti a chilometro zero, quando si può. Poi io avendo la fortuna di lavorare in una zona prossima al Vesuvio, uso molto nelle mie preparazioni prodotti tipici nel posto come pomodori del piennolo, pomodorini gialli».

Ritornando alla modernità, lei pensa dei social usati per farsi pubblicità e attirare clientela?

« Oggi il pizzaiolo e la pizzeria deve essere social, perché è un livello di comunicazione che ha molta importanza. Prima un buon pizzaiolo lo si riconosceva solo dalla folla che aveva nel locale,  ora importanti sono le visualizzazioni sui vari social, che poi portano clienti e si traducono in un locale richiesto».

 

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