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domenica, 14 Agosto 2022

Pizza napoletana patrimonio dell’Unesco

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Fare il pizzaiolo è sempre stato un’arte, e oggi ancor di più. Arriva direttamente questa notte dal consiglio dell’Unesco riunito a Jeju, nella Corea del Sud: la votazione è stata unanime da parte del Comitato governo dell’Unesco per l’unica effettiva candidatura dell’Italia. Dopo l’inserimento dell’arte del pizzaiolo napoletano nella lista dei patrimoni culturali intangibili dell’umanità, l’Unesco ha subito mandato un messaggio su twitter: “Congratulazioni Italia”.

A Napoli è subito scattata la festa: questa mattina molte pizzerie del centro storico e non solo, hanno anticipato la loro apertura alle 8, offrendo pizza per tutti anche nella variante fritta.

Presenti questa mattina Eduardo Pagnani, insieme ad Attilio Albachiara, presidente dell’associazione Mani d’Oro, Umberto Fornito, vicepresidente dell’Associazione pizzaiuoli napoletani, Raffaele Biglietto direttore di Tuttopizza e Vincenzo Borrelli, vicepresidente della sezione turismo dell’Unione Industriale. Insieme a loro i giovani di Coldiretti con le bandiere gialle dell’associazione mentre i pizzaioli preparavano e sfornavano pizze in quantità. Successivamente si è svolta in piazza del Plebiscito l’esibizione dei pizzaioli acrobatici.

Per l’Italia si tratta del 58 esimo “Bene tutelato”, per la Campania si tratta del nono. E’ stato un lungo processo partito nel 2010 con il riconoscimento della pizza, arrivando poi a presentare la candidatura ufficiale nel 2015 alla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco a Roma.

Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della World Petition #pizzaUnesco, ha spiegato l’importanza di questo riconoscimento, che con oltre 2 milioni di sottoscrizioni mondiali ha sostenuto la candidatura italiana verso la vittoria finale.

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