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lunedì, 29 Novembre 2021

Morte Pino Daniele, arriva il Tweet di De Laurentiis

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Salvatore Nappo
Studio Storia e sono istruttore di calcio qualificato CONI-FIGC. Credo che fare Giornalismo significhi fare due cose: ricerca e inchiesta. Ritengo il calcio l'arte che più si avvicina al senso della vita: nel calcio, come nella vita, puoi studiare mille situazioni di gioco ma alla fine il campo ti metterà di fronte alla 1001esima che non avevi previsto.

Una città intera in lutto per la morte di uno dei più grandi cantautori della storia di Napoli: Pino Daniele. Il cantante è deceduto l’altro ieri all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Accompagnato dai parenti, visto l’improvviso attacco cardiaco (il cantante soffriva da tempo di problemi cardiaci), è arrivato in ospedale in condizioni critiche. Decisiva la scelta del cantante di farsi accompagnare dalla sua casa in Toscana a Roma, al suddetto ospedale dove lavora il cardiologo che aveva in cura Pino Daniele.

pino_danieleTanti i messaggi arrivati dal mondo dello spettacolo, della musica, dello sport. E proprio ieri, anche Aurelio De Laurentiis ha voluto ricordare Pino Daniele con un messaggio sul proprio profilo Twitter. Il presidente ha voluto unirsi al dolore della famiglia, ricordando anche il primo incontro con il cantautore partenopeo. Questo il messaggio: “A nome di tutto il Napoli esprimo il dolore per la scomparsa di Pino Daniele. Lo ricorderemo insieme domenica al San Paolo. Ho conosciuto Pino Daniele nel 1978 quando gli affidai la scrittura della musica del film “La mazzetta”. Era agli inizi ma si capiva che era un vero genio musicale. Con lui scompare un’icona della musica napoletana, italiana, internazionale”.

Il cardiologo che aveva in cura Pino, il dottor Achille Gaspardone, ha voluto chiarire il tutto: “La sua vita era appesa a un filo e lui lo sapeva bene. Ogni giorno era un giorno di vita in più guadagnato. Purtroppo, la fine era nell’evoluzione stessa della malattia. Pino Daniele è giunto cadavere al Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma. Sono state fatte tutte le manovre di rianimazione – ha aggiunto – ma era già morto. Aveva una gravissima malattia alle coronarie da 27 anni, una patologia che era stata trattata e che era stata potuta “portare avanti” grazie ad interventi di angioplastica. All’artista erano stati effettuati ben 4 interventi di angioplastica negli anni. Purtroppo la fine non è stata una sorpresa, ma proprio grazie agli interventi e procedure effettuati ha potuto vivere fino alla soglia dei sessanta anni”.

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