Piena del Raganello, morti anche tre campani

Il dramma del Raganello, che ha colpito stamane la località calabra di Civita conta le prime vittime, tra cui tre vittime residenti in Campania e 11 feriti

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Raganello

Il nubifragio che ha colpito, nel cosentino, il torrente nei pressi delle Gole del Raganello a Civita, si sta trasformando in una mera tragedia.

Sottovalutata, secondo le prime ricostruzioni, la pericolosità derivante dalla piena del torrente nel territorio calabrese, il sito sta divenendo una gabbia in cui la terra ingoia l’uomo.

Dieci persone, al momento della piena del torrente, risultavano dispersi, insieme a numerose persone intente a trascorrere qualche ora in acqua, come si evince anche dal ritrovamento del cadavere di un ragazzo rinvenuto con indosso il costume da bagno.

Il gruppo è stato travolto dalla furia omicida della natura; il torrente è divenuto un flusso di fango e detriti che ha sepolto gli escursionisti, intenti a far visita alle Gole del Raganello di Civita.

Intanto, si contano i primi feriti, 11 persone, cui la metà in condizioni gravi, tra cui una bimba di 8 anni, trasferita per una grave forma di ipodermia presso l’ospedale Antonio Cardarelli a Napoli.

E proprio Napoli è la città che piange in queste ore le vittime di questo disastro naturale.
Infatti, dai primi ritrovamenti dei corpi degli escursionisti inghiottiti dalla furia del torrente, vi sono tre cittadini campani, di cui due coniugi residenti a Qualiano, ed una signora di Torre del Greco, in provincia di Napoli.

Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo, coniugi residenti a Qualiano, sono stati letteralmente assaliti dalle Gole mentre trascorrevano del tempo in pieno svago, a causa dell’esondazione.

La notizia è stata resa pubblica dal sindaco della città di Qualiano, Raffaele de Leonardis, attraverso il proprio profilo Facebook, partecipando al dolore, non solo di una famiglia, ma di una intera comunità.

 

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