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lunedì, 4 Luglio 2022

Piazza Plebiscito e l’eterno processo ai re

Un'affascinante storiella nata nel 1800 sulla particolare posizione delle statue in piazza

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Chi è stato in Piazza Plebiscito e non ha mai voltato lo sguardo verso le statue presenti sulla fa di Palazzo Reale?

Non sono certo statue comuni, tutt’altro si parla di re, e che re!

Vediamolo nel dettaglio.

Si tratta di 8 statue raffiguranti i capostipiti dei sovrani del regno d’Italia, partendo da Ruggiero il Normanno per finire con Vittorio Emanuele II.

Le statue nascono con l’intento si di abbellire l’esterno di Palazzo Reale, ma anche e soprattutto con l’intento di oscurare in qualche modo la grandezza dei Borbone.

L’intento resta chiaro osservando le  “etichette” con i nomi di ogni singolo sovrano.

Infatti per Carlo di Borbone si legge solamente Carlo III lasciando intendere che il sovrano sia appartenuto ad una qualche dinastia spagnola e non alla grande famiglia reale del Regno delle due Sicilie.

Le 8 statue non sono sempre state lì, ma furono apposte in seguito al 1888, dopo l’apertura delle nicchie, per ragioni di sicurezza del palazzo, da Umberto I di Savoia

Per una scelta puramente artistica e alle esigenze dello sculture le statue reali sono state realizzate in pose diverse dal consueto, ma si sa i napoletani in quanto a fantasia sono imbattibili e così intorno al 1800 hanno trovato la loro personalissima e goliardica spiegazione.

Piazza Plebiscito e l’eterno processo per scoprire chi ha fatto la pipi.

La storiella racconta che Carlo V D’Asburgo indicando una pozza d’acqua a terra esclamò: “Chi ha fatto pipì per terra?” – Carlo III risponde: “Io non ne so niente”, mentre Gioacchino Murat ribatte: “Sono stato io e allora?” A questo punto interviene Vittorio Emanuele II che drasticamente, sguainando la spada esclama: “Ora te lo taglio!” Guardarle troppo da vicino in effetti non rende bene l’idea, bisogna spostarsi un po’ verso il centro della piazza, e come una striscia a fumetti la storiella si mostrerà davanti ai vostri occhi e vi ritroverete ad essere giudici del processo senza fine.

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