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Phubbing: perché ignoriamo gli altri per guardare il cellulare?

La parola phubbing definisce la tendenza a ignorare le persone che ci circondano per concentrarci sul cellulare, un’esperienza molto comune al giorno d’oggi. Il termine deriva dall’inglese phone “telefono” e snubbing “snobbare”. Ma a cosa si deve questo impulso così forte? È possibile limitarlo?

Il curioso paradosso relativo a questo fenomeno sta nel fatto che uno strumento come lo smartphone, pensato per permettere alle persone di comunicare, spesso le allontana dalle relazioni  significative.

Gli effetti negativi del phubbing sui rapporti sociali sono stati dimostrati da diversi studi scientifici. In particolare tra i tanti soggetti coinvolti dal fenomeno rientrano anche i genitori, che essendo troppo presi dal cellulare tendono a trascurare i bisogni dei figli.

Lo studio sul phubbing della Aarhus University

Il phubbing nascerebbe da un disturbo dell’autocontrollo, una sorta di tendenza compulsiva a controllare il cellulare. Uno studio portato avanti dalla Aarhus University, in Danimarca, ha affermato che questa abitudine è socialmente accettata, nonostante sia ritenuta spiacevole e poco rispettosa.

Un altro aspetto che interviene nella diffusione del phubbing riguarda la paura di essere esclusi dalle relazioni e dall’accesso all’informazione. Inoltre il fenomeno è correlato alla dipendenza da Internet.

I tratti di personalità legati al fenomeno

Altri studi hanno approfondito il phubbing in relazione all’ansia sociale e depressione, mentre altre ricerche lo considerano collegato ad alcuni tratti di personalità quali: neuroticismo (inteso come instabilità emotiva) e apertura all’esperienza. Tali fattori sono legati alla predisposizione ad ignorare il mondo per dedicarsi al cellulare.

Ulteriori ricerche hanno mostrato che il phubbing è più diffuso in chi lo subisce, in chi lo considera accettabile e in chi vive una condizione di noia.

Uno studio del 2021 ha reso noto che la sensazione spiacevole che deriva dall’essere ignorati è più moderato se ciò avviene in favore di un’attività più costruttiva, come la lettura di un libro.

Fortunatamente è possibile lavorare sul phubbing, ciò è possibile sviluppando l’intelligenza sociale attraverso l’esperienza, l’ascolto attivo e la riflessione sugli errori commessi o osservati nel prossimo. Così facendo aumenta la capacità di socializzare con gli altri in modo positivo e funzionale e si riduce il bisogno di concentrarsi su altri stimoli.