Probabilmente pochi avranno sentito parlare di phubbing ma molti ne sono inconsapevolmente “vittime”.
Il termine nasce dalla fusione del termine Phone, ossia telefono, e Snubbing, che invece significa ignorare, snobbare. La parola inglese si riferisce proprio a qualcuno che ignora il proprio interlocutore, dedicandosi al cellulare. Secondo un nuovo studio, condotto da un’équipe di psicologi dell’Università del Kent e pubblicato sulla rivista Journal of Applied Social Psychology, ne ha confermato le prevedibili implicazioni negative: il phubbing andrebbe a peggiorare in maniera significativa la comunicazione e la relazione tra persone.
Il phubber è colui che snobba gli altri, mentre il phubbee è colui che ne subisce le conseguenze vedendosi ignorato.
A tutti può capitare di dare uno sguardo al cellulare mentre si è a cena fuori, ma alcune persone esagerano, usando il proprio dispositivo in modo inadatto e mettendo in difficoltà l’interlocutore. Il Phubbing é una pratica scorretta che causa problemi alla comunicazione ed ai rapporti interpersonali, portando all’isolamento.
Spesso il comportamento errato viene considerato normale, spingendo le persone che lo subiscono o che lo attuano, in un vero e proprio circolo vizioso.
Secondo gli psicologi, il Phubbing non ha nulla di normale, anzi è piuttosto grave e rappresenta un atteggiamento scorretto. Che sia normativo o no, l’esperienza di sentirsi invisibili ed esclusi dall’interazione sociale porta a vissuti di depressione, ansia, rabbia e solitudine, causando di fatto esclusione e impoverimento delle risorse dell’individuo.
Il Phubbing può causare problemi in diversi ambiti, in famiglia, col proprio partner, tra giovanissimi, persino nei più piccoli e l’impatto è devastante.
Per quanto riguarda i più piccoli, ciò assume un’importanza ancora maggiore nella relazione genitori-figli, in cui lo stile parentale e la responsività alle richieste dei figli rivestono un ruolo cruciale nello sviluppo adolescenziale.
Il crudele paradosso del Phubbing è che uno strumento che dovrebbe servire a connetterci con persone distanti, come lo smartphone, si trasforma in una forma di evasione dalle relazioni più strette e vicine, che dovremmo invece vivere nel presente.

