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lunedì, 18 Ottobre 2021

Pesante calo del mercato delle auto in Italia

Le immatricolazioni calano del 32,7% rispetto al 2020. Colpa della crisi dei microchip e dei bonus a intermittenza

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Pesante calo del mercato dell’auto a settembre. Le immatricolazioni in Italia – secondo i dati del ministero dei Trasporti.- state 105.175, il 32,7% in meno dello stesso mese del 2020. Il totale dei nove mesi è 1.165.491 unità, in crescita del 20,6% sull’analogo periodo del 2020. Stellantis ha immatricolato a settembre 33.330 auto, il 41,6% in meno dello stesso mese del 2020, con la quota che scende dal 36,5% al 31,7%. Nei nove mesi le immatricolazioni del gruppo sono state 445.957, in crescita del 20,1 sull’analogo periodo del 2020 e la quota è al 38,3% a fronte del 38,4%.

“Il pesante calo del mercato delle auto di settembre si abbatte su un settore, già fortemente penalizzato dalla pandemia. La causa del crollo è la crisi nelle forniture di microchip che è anch’essa legata alla pandemia. Con l’avvento del virus i produttori di microchip avevano ridotto i programmi di produzione ritenendo che vi sarebbe stato un calo di domanda legato al lockdown e in generale agli effetti negativi della crisi sanitaria. E’ successo invece esattamente il contrario” spiega il centro Studi Promotor.

“Il continuo stop and go degli incentivi non aiuta certo il mercato dell’auto ad agganciare l’attuale fase di ripresa dell’economia nazionale e a ridurre l’handicap dovuto alla crisi dei semiconduttori” afferma il presidente dell’Unrae Michele Crisci che ribadisce l’appello al Governo “affinché faccia rientrare il finanziamento dell’Ecobonus all’interno di una strategia di lungo periodo per l’intero settore dell’automotive.

“La stangata dei microchip insieme a quella della pandemia stanno determinando una situazione di assoluta emergenza per il comparto dell’auto. E’ dunque indispensabile che il governo assuma provvedimenti immediati a favore del settore in attesa di definire, nei tempi più rapidi possibili, un piano organico per sostenere in maniera strutturale la difficile transizione verso l’auto elettrica”.
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Preoccupata anche Federauto, la sigla che raggruppa i concessionari: “L’affondo di settembre è allarmante e dimostra come siamo ancora lontani dai volumi pre-pandemia – dice il presidente Adolfo De Stefani Cosentino – ad agitare le acque, in questi mesi, concorrono l’intermittenza degli incentivi e i problemi connessi alla carenza dei semiconduttori, che si traducono in un calo di disponibilità di veicoli completi, una drastica riduzione delle vetture fatturate e consegnate e un allungamento dei processi di acquisto da parte dei clienti”.

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