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domenica, 2 Ottobre 2022

Patologie dentali del coniglio

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Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

La dentatura dei conigli presenta particolarità che sono una diretta conseguenza della loro dieta allo stato naturale. Spesso in cattività si basa l’alimentazione di questi lagomorfi su alimenti non idonei (pellets per conigli d’allevamento, cereali in semi o fioccati, ecc.) che, oltre ad essere causa di serie alterazioni della normale attività di digestione, non consentono adeguati movimenti masticatori determinando gravi patologie dentali.
Proprio queste ultime costituiscono una buona percentuale delle cause di malessere in questi delicati animali.

Il coniglio dispone di 6 denti incisivi e di 22 denti molariformi; questi ultimi non sono facilmente ispezionabili senza un’adeguata strumentazione. Per tale motivo molti proprietari ne ignorano addirittura l’esistenza.
Tutti i denti del coniglio sono a crescita continua. Si parla di “malocclusione” quando le arcate dentarie, non combaciando più, non permettono una corretta chiusura della bocca. Ciò può avvenire a volte per alterazioni congenite, ma più spesso per eccessiva crescita dei denti che, a causa di alimenti inadatti, non possono svolgere i fisiologici movimenti di masticazione che ne garantiscono un regolare consumo. La crescita eccessiva dei denti incisivi è facilmente evidenziabile anche agli occhi di un profano mentre quella dei molariformi, a causa della loro posizione più profonda nel cavo orale, non viene generalmente notata dal proprietario del coniglio. L’eccessiva crescita dei molariformi è, tuttavia, particolarmente insidiosa dato che è in grado di provocare lesioni ai tessuti molli ed ossei tanto gravi da compromettere la vita stessa dell’animale.

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Grave malocclusione dei molariformi. Immagini intraoperatorie ed esame radiografico. Foto: Claudio Melluso

La fisiologica conformazione anatomica del cranio del coniglio prevede gli incisivi superiori che sopravanzano gli inferiori e consta, inoltre, in una disposizione sfalsata dei molariformi, con la fila dei superiori disposta un po’ più esternamente rispetto a quella degli inferiori. Ciò comporta che questi denti si consumino in maniera parziale durante la masticazione verticale e totale durante la masticazione orizzontale. I movimenti di masticazione orizzontali si verificano quasi esclusivamente con l’assunzione di fibra di buona qualità e consistenza ottenibile ad esempio da un buon fieno. La masticazione del pellet, prevalentemente di tipo verticale, non comporta un adeguato consumo della porzione più interna dei molariformi inferiori e di quella più esterna dei molariformi superiori. E’ intuibile dunque che tali parti del dente, non consumandosi, continuino ad allungarsi generando punte taglienti in grado di lesionare gravemente le guance e la lingua.
Il coniglio che abbia questi problemi tende a risparmiare i movimenti di masticazione orizzontale, preferendo nutrirsi di pellet in modo da provare meno dolore. Tale comportamento alimentare contribuisce come evidente al peggioramento della malocclusione consentendo l’ulteriore allungamento delle “punte dentali”. Rapidamente quindi il coniglio arriva ad alimentarsi sempre meno andando incontro al pericoloso digiuno, sempre grave in questi animali, che comporta ulteriori complicazioni al loro delicato apparato digerente (coliche, meteorismo). Per questo motivo, prima di qualunque altra terapia e praticamente per ogni stato di malessere dei conigli, è sempre opportuno sopperire al digiuno mediante alimentazione forzata con l’utilizzo di preparati specifici, spesso conosciuti come “critical care” per erbivori.

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Chirurgia per grave malocclusione dei molariformi con conseguente ascesso guanciale. Foto: Claudio Melluso

Negli stadi più avanzati i denti arrivano a distruggere la base ossea in cui sono alloggiati provocando gravi infezioni che evolvono in voluminosi ascessi che coinvolgono anche le porzioni ossee del cranio.
La gestione terapeutica di un coniglio affetto da malocclusione deve essere valutata dal medico veterinario; si va, nei casi individuati in tempo, dalla semplice limatura all’estrazione fino a chirurgie facciali spesso piuttosto complesse.
E’ bene sottolineare che il taglio dei denti incisivi mediante tronchesi è una pratica rischiosa, dolorosa e non approvata dalla comunità scientifica. Inoltre, poiché spesso la malocclusione degli incisivi si accompagna a quella dei molariformi, è evidente quanto una soluzione del genere sia del tutto insensata.
La prevenzione è fondamentale e, salvo problematiche di malocclusione congenite, gestibile attenendosi alle linee guida dietetiche consigliate dal veterinario ed alle periodiche visite cliniche in modo da evidenziare in tempo eventuali patologie dentali.

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