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domenica, 29 Gennaio 2023

Una passeggiata a Montmartre

Da non perdere

E’ difficile rimanere indifferenti al fascino parigino e sono molti i motivi che ci fanno scegliere la capitale francese come meta dei nostri viaggi. Come Gil del film Midnight in Paris possiamo essere attratti dallo spirito della generazione perduta degli anni Venti, la “festa mobile” di Hemingway che ancora vaga come cristallizzato tra i boulevard parigini; il mito della Nouvelle Vague, dei sempiterni caschetti, dello charme delle donne francesi e dei tetti dalle mille forme e sfumature che “si confondono col cielo”. Forse è davvero una città dal fascino senza tempo ed immortale, o forse la si idealizza con un’immagine romantica carica di aspettative: come se pensassimo di trovarci d’un tratto immersi nell’atmosfera cinematografica degli anni ’50, tra donne con il viso angelico e malinconico di Anna Karina che camminano sulle rive della Senna.

Una tappa affascinante nella Ville Lumière è sicuramente la collina di Montmartre, in strade che conservano la magia e i colori  dei luoghi di Amelie Poulain. Meta adatta per tutti coloro che cercano quell’aspetto suggestivo e mitico della Parigi della letteratura, che forse non esiste, ma che è sicuramente presente nell’immaginario collettivo. A dominare la Butte, è la Basilica del Sacro Cuore, in stile neoromanico-bizantino la cui costruzione venne avviata nel 1876, dopo il conflitto franco-prussiano diventando culla della Comune. Si può arrivare in funicolare o salendo la celebre scalinata e una volta in cima è possibile godere di una splendida vista panoramica che domina tutta la città. Il quartiere del XVIII arrondissement, con quella sua particolare atmosfera delle osterie e dei pittori da Corot a Picasso, è presa d’assalto dai turisti tutto l’anno: la Place du Tertre è uno spazio colmo di cavalletti di pittori e terrazze dei caffé; Place des Abesses piazza meno turistica, che ricorda nel nome l’antico convento benedettino sulla sommità della collina all’ombra dei platani. Ma la particolarità di questo luogo risiede nella metropolitana, fermata Abesses, con l’Edicola Guimard che decora l’accesso alla stazione, proveniente dalla stazione Hotel-de-Ville. Nell’attuale square Jehan-Rictus che oltre a presentare il celebre le mur de je t’aime, si può ammirare la struttura dell’ex municipio dove si sposò Verlaine.

Al numero 13 di Place Emile Godeau è inoltre possibile vedere il Bateau-Lavoir: l’Ottocento fu un periodo particolarmente importante per la storia dell’arte e a Parigi molti artisti si incontravano affascinati dalla particolare luce e posizione della Collina di Montmartre, cercando allo stesso tempo alloggi economici in cui pernottare. Il Bateau-Lavoir fu il loro quartier generale e sono passati di lì Renoir, Cézanne, Apollinaire, Max Jacob, Van Dongen, Braque  tanti altri nomi legati ai Fauves e ai Futuristi del primo novecento; nel 1907 arrivò anche Picasso, nel cui luogo elaborò le prime opere del “Periodo Blu”.

Si tratta solo di una piccolissima parte di ciò che è presente sulla celebre collina parigina: dai musei, al Cimitero di Montmartre, in Avenue Rachel, che ospita i sepolcri di molti nomi celebri; il Clos Montmartre il vigneto che sorge sull’ex giardino di Aristide Bruant, che ospita la Festa della Vendemmia e dove viene prodotto il vino detto “picolo” solitamente venduto all’asta a beneficio delle opere comunali. Tutto ciò contribuisce a conservare un’immagine bucolica della Butte de Montmartre che convive con la memoria della pulsante vita parigina della belle époque e della prima metà del Novecento.

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