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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Partenopei o napoletani? storia e mitologia di Napoli

Partenopei o napoletani sono due parole che appartengono allo stesso fulcro cultuale e sociale della città di Napoli, nonostante siano differenti dal punto di vista prettamente linguistico. Entrambe rimandano a quel senso di appartenenza che accomuna tutti gli abitanti della "colorata" città, in una mescolanza di cultura, storia e tradizione senza fine.

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Partenopei è uno degli appellativi con cui spesso, soprattutto nei testi illustri, sono chiamati i napoletani.

Da cosa e quando nasce questo termine? 

Una delle ipotesi più accreditate è che i napoletani siano spesso chiamati partenopei, in onore della sirena fondatrice della città. Una possibilità avallata certo, ma sulla quale ancora s’interrogano i filologi moderni.

Dal punto di vista filologico, la parola deriva dal termine latino parthenopeĭu, a sua volta derivato da parthenŏpe.

La città di Partenope fu fondata tra IX e VIII secolo a.C. dai Cumani di origine greca e comprendeva la zona che oggi va dalla collina di Pizzofalcone all’isolotto di Megaride.

Secondo la leggenda che oramai tutti conoscono, Partenope era una bellissima sirena, tanto bella da poter esser paragonata a Venere. Partenope era molto ammaliante e grazie al suo canto, portava i naviganti alla rovina e in alcuni casi alla morte. 

Tutto le risultò piuttosto facile, fino a quando non incontrò l’eroe Ulisse, che si fece legare all’albero maestro della barca, per non cedere alle lusinghe della sirena. Partenope, sconvolta e profondamente innamorata, si uccise. 

Sempre secondo la leggenda che la vede protagonista, il corpo di Partenope fu trasportato dalle correnti sulle rive di un Golfo di inesorabile bellezza.

Proprio in quel luogo, gli esuli provenienti da Rodi fondarono in suo onore la città di Partenope. Un centro abitato molto prosperoso che però fu distrutto dai Cumani che fondarono Neapolis.

Partenopei: commistione tra storia e letteratura

Una leggenda molto suggestiva che rimanda ad un passato antico fatto di credenze e racconti, sui quali non tutti gli esperti linguisti e filosofi, ma anche storici, sono concordi.

In realtà, il termine “Partenopeo” può far riferimento anche ad un noto personaggio appartenente alla mitologia greca che deve il suo appellativo alla verginità di sua madre.

In greco, Parthenos significa, infatti, vergine. Secondo quanto tramandato dal mito, Partenopeo prese parte alla spedizione militare dei Sette contro Tebe e diventò un eroe.

Ricordiamo inoltre che, partenopeo è un aggettivo e sostantivo maschile, che può indicare una persona nata e vissuta a Napoli, anche con una sfumatura ironica o scherzosa; il termine però può riferirsi anche ad un giocatore o tifoso del Napoli inteso come squadra di calcio.

Ciò riguarda l’aspetto grammaticale e storico della parola utilizzata per indicare il popolo napoletano, gli abitanti della città. 

Dal punto di vista prettamente storico e letterario, è impossibile non menzionare un celebre poeta del Trecento italiano, Giovanni Boccaccio.

I folti richiami mitologici, classici, tradizionali, aulici e colti, ma soprattutto geografici del Filoloco, celebre opera del poeta, fanno riferimento alla – città partenopea. Si tratta del primo romanzo in prosa di Giovanni Boccaccio, fortemente incentrato sulla conoscenza e sulla consapevolezza mitologica del celebre poeta. 

L’opera si configura come un omaggio a Napoli, definita Partenope, intesa come un viaggio attraverso i vari esercizi di stile cui il Boccaccio plasmava la propria poetica.

La storicità di Napoli viene fuori nell’appellativo che il poeta sceglie di utilizzare per rivolgersi ad essa: città di Partenope, inteso come lemma storico ed identità di un patrimonio culturale senza tempo, all’interno del quale ancora oggi rivediamo la bellezza di ciò che è stato.

Partenopei o napoletani sono due parole che appartengono allo stesso “fulcro” cultuale e sociale della città di Napoli, nonostante la notevole differenza prettamente linguistica.

Entrambe rimandano a quel senso di appartenenza che accomuna tutti gli abitanti della città, in una mescolanza di cultura, storia e tradizione senza fine.

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