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domenica, 2 Ottobre 2022

Parco Vergiliano: storia e leggenda

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Deborah Santorohttps://www.21secolo.news
Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

Sorge alle spalle della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, nei pressi della stazione ferroviaria di Mergellina, il piccolo Parco Vergiliano da non confondere con il Parco Virgiliano situato nella zona di Posillipo. Il parco ospita al suo interno monumenti di straordinaria importanza per la storia della città partenopea, monumenti quali il cenotafio attribuito a Virgilio, che contribuisce alla denominazione stessa del parco, e la tomba del poeta più recente Giacomo Leopardi.

All’ingresso del parco, presso uno dei viali che salgono le pendici collinari, un’imponente edicola voluta dal vicerè Pietro d’Aragona nel 1668 contiene due iscrizioni nelle quali si ricorda, tra le altre cose, la presenza della tomba virgiliana mentre, poco distante, una grande nicchia conserva un busto di Virgilio collocato su una colonnina, omaggio del 1931 di alcuni studenti dell’Accademia dell’Ohio.

Nato ad Andes nel 70 a.C. Publio Virgilio Marone giunse a Napoli con molta probabilità tra il 49 e 47 a.C. e quì, secondo quanto riportato dalla tradizione biografica, visse in una villa a Posillipo ereditata dal filosofo Sirione, maestro di un circolo epicureo frequentato dal poeta. Quì Virgilio scrisse alcune delle sue opere più famose ma non è questo che lo lega indissolubilmente alla città di Napoli quanto una serie di leggende che narrano del poeta come di una figura con poteri soprannaturali, un Virgilio mago ma anche taumaturgo. Per diversi secoli aleggiò a Napoli la credenza popolare che la città sopravvivesse perchè protetta da una sorta di aura magica, dovuta ai prodigi di Virgilio che finì per essere considerato un nume tutelare.

Una seconda rampa, all’interno del parco, conduce all’area dedicata alla tomba di Giacomo Leopardi. Il monumento ospita le spoglie del poeta dal 22 Febbraio del 1939 quando furono traslate dall’antica Chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, oggi scomparsa, nella quale si trovavano anche le lapidi oggi murate nella parete tufacea alle spalle del monumento.

Proseguendo verso l’alto si giunge all’ingresso orientale della cosiddetta Crypta Neapolitana, una delle più antiche gallerie del mondo scavata, secondo la leggenda, dallo stesso Virgilio con l’aiuto di una schiera di demoni allo scopo di facilitare il passaggio di coloro che dovevano recarsi da Napoli a Pozzuoli. Intorno all’ingresso è possibile ammirare splendidi affreschi, recentemente restaurati, appartenenti all’antica Cappella di Santa Maria dell’Idria, ormai completamente distrutta.

Proprio da quì, attraverso una serie di piccole rampe di scale, si giunge ai resti del colombario romano tradizionalmente ritenuto tomba del sommo poeta Virgilio.

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