Papa Francesco ufficializza il Giubileo “Straordinario”

Giubileo 2015_21secolo_Oscar Pennacchi

Con il documento “Misericordiae Vultus” (Il volto della misericordia), pubblicato nel pomeriggio di ieri 11 aprile 2015 in occasione dei Primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia, il Santo Padre Francesco ha indetto l’Anno Santo Straordinario, ricordandoci come “In un momento di grandi cambiamenti sociali, la Chiesa è chiamata ad offrire più fortemente i segni della presenza e della vicinanza di Dio”.

È Mons. Sapienza, Reggente della Casa pontificia e Protonotario apostolico, a dare lettura, nell’atrio della Basilica Vaticana, alla presenza di Papa Francesco, di alcuni brani della Bolla di indizione del Giubileo straordinario della misericordia, che avrà per motto “Misericordiosi come il Padre”, tratto dal Vangelo di Luca.

GIubileo Straordinario_21secolo_Claudia CamilloL’apertura della Porta Santa della Basilica Vaticana, spiega la Bolla, avverrà l’8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione ed in coincidenza con il 50.mo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, evento che, precisa il Papa, ha abbattuto “le muraglie che per troppo tempo avevano richiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata”, portandola ad “annunciare il Vangelo in modo nuovo”.  Domenica 13 dicembre, Terza di Avvento, si aprirà, invece, la Porta Santa della Basilica Lateranense ed a seguire quelle delle altre Basiliche papali, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. Ma Papa Francesco ha stabilito che anche in ogni Chiesa particolare e nei Santuari si apra, per tutto l’Anno Santo, un’uguale Porta della Misericordia, affinché il Giubileo possa essere celebrato anche a livello locale, “quale segno di comunione di tutta la Chiesa”.

Il Santo Padre Francesco sviluppa la Bolla giubilare in tre argomentazioni fondamentali. Nella prima parte vengono analizzati i seguenti punti:

I confessori accolgano i fedeli come il padre del figliol prodigo.

Uno dei punti salienti riguarda la remissione dei peccati: il Papa auspica che “i confessori siano un vero segno della misericordia del Padre”, capaci di accogliere i fedeli “come il padre della parabola del figliol prodigo”, colui che “corre incontro al figlio, nonostante abbia dissipato i suoi beni”. I confessori, dunque, “non porranno domande impertinenti” perché “sapranno cogliere nel cuore di ogni penitente l’invocazione di aiuto e la richiesta di perdono”, chiamati ad essere “sempre, dovunque, in ogni situazione e nonostante tutto, il segno del primato della misericordia”.

Sacerdoti autorizzati alla remissione dei peccati riservati alla Sede Apostolica.

Il Papa, inoltre, annuncia che nella Quaresima dell’Anno Santo invierà i “Missionari della Misericordia”, ovvero sacerdoti a cui verrà data “l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica”, come “Segno della sollecitudine materna della Chiesa per il popolo di Dio”. Essi saranno gli artefici, presso tutti, di “un incontro carico di umanità, sorgente di liberazione, ricco di responsabilità per superare gli ostacoli e riprendere la vita nuova del Battesimo”. Allo stesso tempo, Francesco chiede che nelle diocesi si organizzino “missioni al popolo”, in modo che tali missionari “siano annunciatori della gioia del perdono”.

Misericordia, architrave che sorregge vita della Chiesa.

Quindi, il Pontefice sottolinea che la misericordia è “l’architrave che sorregge la vita della Chiesa”; “ideale di vita e criterio di credibilità per la nostra fede”. “Qualità dell’onnipotenza del Signore” e niente affatto “segno di debolezza”, la misericordia diventa “il criterio per capire chi sono i veri figli di Dio”. In pratica, tutti “siamo chiamati a vivere di misericordia perché a noi per primi è stata usata misericordia”. “Il perdono delle offese”, dunque, “è un imperativo da cui i cristiani non possono prescindere”. Tante volte sembra difficile perdonare, sottolinea il Pontefice, eppure “il perdono è lo strumento posto nelle fragili mani dell’uomo per raggiungere la serenità del cuore”, “per vivere felici”.

Credibilità della Chiesa passa attraverso misericordia e compassione.

“La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole… Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia. La tentazione di pretendere sempre e solo la giustizia ha fatto dimenticare che questa è il primo passo, necessario e indispensabile… Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. Insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia”.

Nella seconda parte della Bolla, Papa Francesco offre alcune indicazioni pratiche per vivere il Giubileo straordinario in pienezza spirituale:

Spezzare la barriera di indifferenza che avvolge le periferie esistenziali.

In primis ci consiglia di compiere un pellegrinaggio, perché “la misericordia è una meta da raggiungere che richiede impegno e sacrificio”; non giudicare e non condannare, restando lontani da “gelosie ed invidie” e diventando, così, “strumenti del perdono”; aprire il cuore alle periferie esistenziali, portando consolazione e solidarietà a quanti, nel mondo di oggi, vivono “precarietà e sofferenza”, “ai tanti fratelli e sorelle privati della dignità”. In tal modo, si potrà spezzare “la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo”.

Combattere la povertà e le moderne forme di schiavitù.

Il Papa, esorta a compiere con gioia le opere di misericordia corporale e spirituale, per “risvegliare le nostre coscienze assopite davanti al dramma della povertà” e annunciando la liberazione ai prigionieri delle moderne schiavitù. Francesco invita anche ad incrementare, nelle diocesi, l’iniziativa di preghiera e penitenza “24 ore per il Signore”, da celebrarsi nel venerdì e sabato della IV settimana di Quaresima, perché tante persone, soprattutto giovani, si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione, riscoprendo il senso della vita.

L’indulgenza libera dalle conseguenze negative del peccato.

Il Pontefice si sofferma, poi, sull’indulgenza, elemento caratteristico del Giubileo: essa dimostra che “il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini”, perché l’indulgenza permette la cancellazione non solo del peccato commesso, ma anche di ogni sua conseguenza negativa sui comportamenti e sui pensieri dell’uomo. In questo senso, spiega il Papa, chi ottiene l’indulgenza, viene “abilitato ad agire con carità, a crescere nell’amore, piuttosto che a ricadere nel peccato” stesso.

Nella terza parte della Bolla, infine, vengono proposti i seguenti argomenti:

Appello a criminali e corrotti: cambiate vita! Il denaro non rende immortali.

Papa Francesco lancia alcuni appelli: ai membri di gruppi criminali, invitandoli a cambiare vita, perché “il denaro non dà la vera felicità” e “la violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende potenti, né immortali”. “Nessuno – dice il Papa – potrà sfuggire al giudizio di Dio”. Un analogo appello viene rivolto anche ai fautori o complici di corruzione: “Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. È un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici. Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Opera delle tenebre, sostenuta dal sospetto e dall’intrigo”, e tentazione dalla quale “nessuno può sentirsi immune”, la corruzione va debellata usando “prudenza, vigilanza, lealtà, trasparenza, unite al coraggio della denuncia”.

Favorire dialogo interreligioso, eliminando violenze e discriminazioni.

Papa Francesco, inoltre, lancia un appello al dialogo interreligioso, ricordando che l’Ebraismo e l’Islam considerano la misericordia “uno degli attributi più qualificanti di Dio. Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione”.

Un’ulteriore esortazione incoraggia a guardare al rapporto tra giustizia e misericordia: esse “non sono due aspetti in contrasto tra loro, ma due dimensioni di un’unica realtà”, ricorda il Papa. “Non è l’osservanza della legge che salva – aggiunge – ma la fede in Gesù Cristo”. Naturalmente, “ciò non significa rendere superflua la giustizia, al contrario: chi sbaglia, dovrà scontare la pena. Solo che questo non è il fine, ma l’inizio della conversione, perché si sperimenta la tenerezza del perdono”.

In chiusura del documento, Papa Francesco si richiama alla figura di Maria, “Madre della Misericordia, Arca dell’Alleanza tra Dio e gli uomini”, Colei che “attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti”, senza esclusioni.

L’Anno Giubilare si concluderà il 20 novembre 2016, Solennità di Cristo Signore dell’Universo. “Come desidero che gli anni a venire siano intrisi di misericordia, per andare incontro ad ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio! – conclude il Papa – A tutti, credenti e lontani, possa giungere il balsamo della misericordia come segno del Regno di Dio, già presente in mezzo in noi”. Proprio per questo motivo, una copia della Bolla giubilare è stata consegnata dal Papa ai rappresentanti della Chiesa sparsa nel mondo, ai cardinali arcipreti delle Basiliche papali e ai Protonotari apostolici.

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