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venerdì, 27 Maggio 2022

Palestina: 123° membro della Corte Penale Internazionale

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Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

L’Autorità Nazionale Palestinese è divenuto il 123° membro della Corte penale internazionale con sede all’Aja. Il 1° Aprile 2015 come riconoscimento formale dell’adesione il ministro degli esteri palestinese, Riad Malki, ha ricevuto una copia simbolica dello Statuto di Roma, il trattato internazionale istitutivo della Corte penale internazionale.

Il principale obiettivo palestinese è far processare Israele per i crimini legati all’occupazione dei territori palestinesi e alla terribile offensiva militare contro la Striscia di Gaza dell’estate scorsa, che ha portato alla morte di migliaia di cittadini palestinesi. La domanda di adesione alla Corte penale internazionale era stata presentata il 2 Gennaio all’Onu. L’aggressiva risposta del governo israeliano non si era fatta attendere, infatti, da Gennaio fino a Venerdì scorso, per ben tre mesi sono stati bloccati 127milioni di dollari in entrate fiscali su cui Tel Aviv mantiene il controllo e che, contrariamente a quanto previsto dagli accordi di Oslo, non ha consegnato all’Autorità Nazionale Palestinese. Se da una parte questi tre mesi di sospensione hanno messo a dura prova l’economia palestinese, d’altra parte hanno scatenato e alimentato forti critiche da parte della comunità internazionale, mettendo, ancora una volta, in cattiva luce l’aggressività israeliana. Riguardo l’adesione dell’ANP al tribunale dell’Aja, un alto funzionario palestinese, Saeb Erakat ha dichiarato ai giornalisti di Al Jazeera: “La Palestina ha utilizzato e continuerà ad utilizzare tutti gli strumenti legittimi a sua disposizione per difendersi contro la colonizzazione israeliana e le altre violazioni del diritto internazionale”. La principale accusa mossa contro Israele, infatti, è l’attività di colonizzazione che secondo il diritto internazionale è considerata un crimine di guerra. Quindi la denuncia non si limiterà al territorio di Gaza, ma anche agli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme est e sui 50 giorni di bombardamenti israeliani che hanno fatto oltre 2000 morti e migliaia di feriti.

La corte penale internazionale ha, di prassi, giurisdizione su quanto accade negli Stati che hanno aderito, in questo caso sui Territori palestinesi (Gerusalemme est, Cisgiordania e Gaza) che d’ora in avanti saranno sotto la giurisdizione del tribunale. Inoltre, procede contro le persone in posizione di comando che sono accusate di crimini e non contro gli Stati.

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