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sabato, 3 Dicembre 2022

Palermo: un tesoro dimenticato

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Deborah Santorohttps://www.21secolo.news
Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

Intere giornate distesi al sole sorseggiando un drink dai colori vivaci su spiagge tropicali immerse nella natura più selvaggia. Essere a chilometri di distanza dal primo centro abitato dei paraggi, non è il genere di vacanza che fa per tutti. Ogni anno col giungere del periodo estivo emerge il solito dilemma di chi, pur non volendo rinunciare a un po’ di mare, vorrebbe arricchire il proprio bagaglio culturale immergendosi in visite guidate alla scoperta dei più bei monumenti storici-artistici di tutti i tempi. Conciliare le due cose non è semplice come sembra e molte volte ci si ritrova a dover rinunciare all’una o all’altra. Sebbene sempre più spesso si rivolga l’attenzione a mete lontane, che impongono una necessaria rivalutazione del proprio budget, chi sa ben guardare si accorgerà che non è necessario andare troppo lontano per trovare un perfetto connubio tra relax e cultura. Troppo spesso sottovalutata e ricordata solo per il triste fenomeno della mafia è la straordinaria città di Palermo, estesa sull’omonimo golfo nel Mar Tirreno e adagiata sulla cosiddetta Conca d’Oro, la pianura alla quale gli alberi di agrumi che un tempo dominavano il paesaggio conferivano un meraviglioso colore dorato.

Graffiti dell'Addaura
Graffiti dell’Addaura

L’area palermitana conserva numerose testimonianze che attestano la presenza dell’uomo in quella zona risalente già alla preistoria. La grande quantità di incisioni risalenti agli inizi del mesolitico, di ossa e di strumenti utilizzati per la caccia rinvenuti all’interno delle Grotte dell’Addaura, ne sono un esempio. Costruita dai Fenici intorno al 734 a.C. molto probabilmente col nome Zyz, Palermo ha rappresentato per lungo tempo un punto strategico per i rapporti culturali e commerciali tra l’Asia e l’occidente fino a divenire, grazie alla sua sempre maggiore importanza, una delle mete preferite dai Greci che popolavano la Sicilia.

Nel corso dei secoli Palermo ha subito varie dominazioni e ciò, insieme alla sua storia millenaria, ha fatto sì che essa potesse divenire una delle città italiane con il più bel patrimonio artistico e architettonico.

Strappata dai Romani ai Cartaginesi, in seguito ad un lungo ed estenuante assedio, Palermo divenne conquista romana col nome di Panormus e continuò a ricoprire un ruolo strategico nel Mediterraneo, vivendo un lungo periodo di pace e tranquillità fino a quando le invasioni barbariche ne causarono il saccheggio e la devastazione.

La Zisa
La Zisa

Nell’831 la città cadde nelle mani degli Arabi che la ribattezzarono Balarm e la elevarono a capitale dell’emirato sicialiano rendendola una splendida metropoli, di oltre 300.000 abitanti, ricca di palazzi, giardini e moschee. Sfortunatamente, con l’arrivo dei Normanni la maggior parte delle moschee fu demolita e al loro posto il re Ruggero II fece edificare da architetti islamici sontuosi palazzi in stile arabo-normanno che ancora oggi rappresentano le principali attrattive della città e di cui la Zisa e la Cuba rappresentano straordinari esempi. Una leggenda narra che la Zisa custodisca un antico tesoro di monete d’oro e che i cosiddetti diavoli del palazzo abbiamo fatto un incantesimo per evitare che questo cada nelle mani dei Cristiani. All’ingresso del palazzo vi sono, infatti, dei diavoli dipinti che con i loro continui movimenti impedirebbero a chiunque di contarne il numero esatto attraverso il quale sarebbe possibile ritrovare il tesoro che porrebbe fine alla povertà di Palermo.

Eredità della dominazione spagnola sono invece i numerosissimi palazzi in stile barocco che campeggiano in ogni angolo della città. Punto di partenza ideale per un viaggio alla scoperta della Palermo barocca è Piazza Vigliena il cui perimetro è contrassegnato dalla presenza ai quattro angoli dei cosiddetti Quattro Canti, ovvero palazzi dalla facciata convessa. Dai Quattro Canti nascono due assi viarie, Via Vittorio Emanuele e Via Maqueda, che dividono la città in quattro quartieri ben distinti. Percorrendo entrambe le vie è possibile incontrare una gran quantità di chiese e palazzi barocchi.

Stabilimento Balneare di Mondello
Stabilimento Balneare di Mondello

Nel XX secolo la città è stata invece protagonista di un breve ma florido periodo libery e uno degli esempi più caratteristici di questo stile si trova oggi a Mondello, località a soli 15 minuti di auto dal centro di Palermo, che custodisce un antico stabilimento balneare costruito sull’acqua.

Visitare Palermo richiede molto tempo e dopo tanto camminare sarà piacevole concedersi un po’ di meritato relax presso alcune delle spiagge più belle della città. Famosissima è la sopracitata spiaggia di Mondello dove una chiara sabbia finissima e il mare dalle tonalità verde smeraldo contribuiscono a creare scenari tropicali. Costeggiano la spiaggia una gran quantità di ville in stile liberty mentre poco più in là, presso la piazza del paese, i più ghiotti potranno gustare un buon piatto di pesce scegliendo tra una grande varietà di polpi e frutti di mare.

Capo Gallo
Capo Gallo

Agli amanti delle coste rocciose basterà proseguire per qualche centinaio di metri per ritrovarsi sulle spiagge di Capo Gallo e Barcarello. Riserva marina e terrestre, l’area offre la possibilità di rilassanti passeggiate lungo i sentieri e di immersioni nel fondali ricchi di pesci e vegetazione. Da Barcarello, chi vi si soffermerà fino a tardi, potrà ammirare uno splendido tramonto col sole che, ‘tuffandosi’ dietro Isola delle Femmine, svanisce a poco a poco.

Altra straordinaria zona rocciosa molto frequentata è l’Addaura, area litoranea situata tra Palermo e Mondello, che presenta una gran quantità di accessi al mare direttamente dalla strada.

Arte, cultura, natura, gastronomia e folclore fanno di Palermo una città tutta da scoprire, una città che ha da offrire molto di più dei soliti luoghi comuni che ne mettono in luce i soli aspetti negativi, una città dove Cartaginesi, Romani, Greci, Arabi, Normanni, Spagnoli e molti altri hanno impresso la loro cultura, il loro sapere, le loro usanze, i loro costumi e dove tutti, pur così diversi tra loro, si sono sentiti a ‘casa’.

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