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martedì, 9 Agosto 2022

Palermo, scomparsa di Carlo Domenico La Duca: arrestati la moglie e il migliore amico

Svolta nel caso di scomparsa di Carlo Domenico La Duca: in manette per omicidio la moglie, Luana Cammalleri, e il migliore amico, Pietro Ferrara

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

La vicenda della scomparsa di Carlo Domenico La Duca ha inizio nel 2019, in provincia di Palermo, tre anni fa. L’agricoltore, residente a Termini Imerese, all’improvviso scomparve nel nulla. I familiari, il 31 gennaio 2019, ne denunciarono la sparizione.

La prima ipotesi dopo la denuncia della scomparsa fu l’allontanamento volontario. Dopo tre anni di lunghe e contorte indagini, però, le Forze dell’Ordine hanno svelato le reali circostanze della sua sparizione: l’uomo, 38 anni, sarebbe stato ucciso e sepolto dalla moglie e dal suo migliore amico.

Oggi Luana Cammalleri, moglie di Carlo, e Pietro Ferrara, suo amico di sempre, sono finiti in manette con l’accusa di omicidio e di soppressione di cadavere. Per entrambi, il Tribunale di Palermo ha disposto la misura del carcere cautelare.

Pochi giorni dopo la denuncia di scomparsa, la moglie era andata a Chi l’ha visto? in lacrime per parlare del compagno e fare appello affinché tornasse a casa. Lo aveva descritto come un uomo “dedito al lavoro e alla casa. Ci sono stati periodi anche brutti. E’ bello quando si prepara un matrimonio, ci sono i figli, mentre era brutto quando c’erano le liti“.

Carlo Domenico La Duca scomparve nel nulla tre anni fa: in manette la moglie e il migliore amico

Le lunghe e complesse indagini hanno portato, ad oggi, a questa incredibile svolta: “È emerso, in via gravemente indiziaria che i due arrestati, tra di loro legati da una relazione sentimentale di natura clandestina, dopo avere pianificato l’omicidio hanno attirato la vittima a Palermo nel terreno di proprietà del 57enne“.

In una nota si legge che: “le acquisizioni investigative hanno anche permesso di demolire gli alibi che i due avevano creato nel corso del tempo per tentare di allontanare da loro l’attenzione degli inquirenti”.

L’uomo sarebbe stato attirato nel terreno del migliore amico con l’inganno. Poi, i due l’avrebbero ucciso e sepolto, occultando il cadavere. La macchina dell’uomo è stata ritrovata a 12km dalla scena del delitto: si crede che i due l’abbiano spostata per depistare le indagini.

 

 

 

 

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