Paccheri, parola, suono e gusto di un piatto storico l'intramontabile e geniale maestria della cucina napoletana.

paccheri

I paccheri fanno parte dell’antica tradizione culinaria napoletanta. Lisci o rigati simili alle mezze maniche ma vistosamente più grandi e porosi.

Spesso cucinati come primi di pesce, allo scoglio per esempio oppure con ricchi sughi di carne come il ragù o con le verdure più disparate.

Al forno, ripieni, i paccheri sono certamente un must della cucina partenopea, ma non solo. La loro versatilità li ha resi apprezzati e amati su tutto il territorio nazionale e non.

Se ad oggi tutti più o meno acquistano e cucinano i paccheri attraverso le ricette più svariate, non tutti però sono a conoscenza dell’origine del nome di questa pasta così succulenta.

Il termine infatti ” pacchero” molto probabilmente deriva dalla famosa ” pacca” uno schiaffetto in amicizia, dato a  mano aperta per scherzo e talvolta nella gestualità conviviale per congratularsi con qualcuno di qualcosa.

Parola che deriverebbe dal greco ” pas” che vuol dire tutto e ”keir” che significa mano, dunque schiaffetto ” a mano aperta” a mano piena. In riferimento anche alle proverbiali espressioni partenopee come : ” stare sotto al pacchero” cioè una condizione di sottomissione nei riguardi di qualcuno che ha il comando. Oppure ” dare un pacchero a mano smerza”, schiaffo col dorso della mano.

Ma l’origine del nome non si ferma qui: alcuni infatti arricchiscono il termine ” paccheri” del suono che questi riproducono una volta messi nel piatto soprattutto conditi con sughi corposi. Chiamati diversamente infatti,  anche schiaffoni.

Inoltre leggenda vuole che proprio agli inizi del Novecento in Campania venne indetta una gara tra i maggiori pastifici per creare un pennone gigante, e in un pastificio di Gragnano, un giovane alle prime armi, sbagliando il formato della pasta, creò inconsapevolmente i paccheri che conosciamo oggi, l’errore però punito con un ” pacchero” , uno schiaffo dato dal pastaio per redarguire il ragazzo.

La genialità del popolo napoletano è inarrestabile. Dall’anno scorso infatti, gira un nuovo tipo di paccheri, chiamati ” Paccheri  del Papa”, nati in seno all’evento che l’anno scorso vide il Santo Padre ammonire una fedele tra la folla.

 
 
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