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domenica, 2 Ottobre 2022

Oms: 7 mln di vittime annue per il fumo

In occasione della giornata mondiale contro il tabacco, l'organizzazione mondiale per la salute mostra, numeri alla mano, le cifre riguardanti le vittime e le nuove politiche per arginare il fenomeno

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Mentre da oltre due anni, in Italia, a scopo preventivo sono stati ritirati i pacchetti di sigarette da 10, soprattutto per allontanare le giovani generazioni dalla tara del fumo e delle sigarette, sono ancora allarmanti i dati in merito alle vittime annue del tabacco.

In occasione della Giornata Mondiale contro il Tabacco, oggi 31 maggio 2018, l’Oms ha reso noti i dati in merito alle vittime da tabacco, mettendo in evidenza alcuni nuovi fenomeni.

Secondo l’Oms, l’organizzazione mondiale per la sanità, ogni anno è possibile contare oltre 7 milioni di vittime accertate, di cui 1 milione è vittima per il fumo passivo da sigaretta.

Infatti, se l’Oms evidenzia un calo dei fumatori in circa un quindicennio del 7% nel mondo, sottolinea come tra i paesi membri dell’organizzazione, la maggior parte di essi è incapace di portare il tasso ad un percentuale intorno al 30% per il 2025, come l’ente aveva proposto nel 2000.

Inoltre, dato molto più allarmante per l’Oms è certamente l’utilizzo, soprattutto in aree geografiche in via di sviluppo o sottosviluppate, tra i ragazzi aventi un età tra i 12-15 dell’uso del tabacco.

Nelle aree sottosviluppate ed in via di sviluppo, dove il reddito medio è basso o medio-basso, inoltre, si è riscontrato la presenza dell’80% di giovani fumatori.

Tra i paesi maggiormente interessati da tal fenomeno, Cina e India primeggiano certamente.

Secondo l’Oms, la mancanza di una politica ed un’azione comune contro l’industria del tabacco, posta in modo unilaterale ed univoca da parte di tutti i paesi membri, sarebbe l’unica soluzione atta a far calare maggiormente la percentuale dei fumatori soprattutto tra i giovani.

Ma a pesare certamente sulla ripresa dalle malattie cardiovascolari legate al tabacco è anche la ripresa in molte aree d’Europa, tra cui l’Italia, dello smistamento e della compravendita illegale di tabacco di “contrabbando”, maggiormente pericoloso, ma con un tariffario inferiore,  in quanto avente una qualità inferiore, in quanto poco trattato e proveniente da aree dell’est europeo non soggette a controlli.

 

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