Omicidio Neiviller, estradizione dell’omicida

Andreas Krebs l'uomo che uccise il benzinaio padre di due figli a Cellole, è arrivato nelle mani della giustizia italiana

21secolo_Krebs_andreas_Domenico_papaccio
Krebs Andreas

La notizia dell’ arrivo di Krebs Andreas, colpevole dell’ omicidio volontario di Massimo Neiviller , avvenuto a Cellole, in provincia di Caserta, il 7 dicembre 2016, è stata diffusa soltanto nella giornata di oggi, 16 maggio 2018, naturalmente per motivi di sicurezza.

L’uomo è giunto ieri, in seguito alla richiesta di estradizione, presso l’aeroporto di Fiumicino, dove è stato prelevato dalle forze dell’ordine aeroportuali, che l’hanno affidato, dietro ordine del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere, al nucleo operativo dei Carabinieri di Sessa Aurunca.

Il Krebs, originario di Augsburg, Germania, fu tratto in arresto a seguito dell’omicidio volontario, commesso nel 2016 ai danni del benzinaio, Massimo Neiviller, ma ottenuti i domiciliari, evase diventando latitante e scappando nel territorio tedesco.

Grazie alle operazioni investigative della “polizei” tedesca ed al mandato di cattura europeo che pendeva sulla testa del Krebs, l’uomo fu arrestato il 31 luglio dell’anno scorso presso la località tedesca di Egeln, in Sassonia.

Grazie alla concessa estradizione da parte dello stato tedesco, ieri, arrivato tramite un volo proveniente da Berlino, l’uomo dopo esser stato prelevato è stato condotto presso la casa circondariale di Secondigliano, in Napoli, in attesa di giudizio.

Vittima della furia di Krebs, Massimo Neiviller aveva 44 anni ed era padre di due bambini, gestiva la piccola stazione di servizio presso Cellole, a Caserta.

Dalle ricostruzioni, che il Tribunale ha posto dinanzi alla giustizia tedesca per averne l’estradizione, emerge quanto brutalmente l’assassino si sia scagliato sul benzinaio durante il tentativo di questi di difendere l’incasso del distributore, dell’ammontare di poche centinaia di euro.

Krebs, che ha agito a volto scoperto e ben in vista dinanzi alle telecamere presenti presso il distributore di benzina, prima colpì con un bastone l’uomo, per poi infliggergli tre fendenti al cuore. Il Neiviller morì dopo tre giorni di agonia presso l’ospedale Monaldi di Napoli.

Da oltre un anno la famiglia della vittima si batte fortemente per la richiesta di giustizia, affinché la Germania non ne facesse un altro caso Thyssen.

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO