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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Olocausto: dichiarazioni shock di Abu Mazen

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Il presidente palestinese Abu Mazen, nonostante il clima di tensione che ancora persiste sulla Striscia di Gaza, è finito nell’occhio del ciclone per alcune considerazioni di stampo razzista e antisemita espresse nelle ultime ore -mezzanotte ora italiana- alla tv palestinese riguardante l’Olocausto subito dal popolo ebraico, durante la diretta nazionale del Consiglio Palestinese.

Una marea di critiche sono piovute sul leader palestinese Abu Mazen da parte della stampa internazionale, proprio in merito alle sue dichiarazioni sulla Shoah, ritenuta da questi quale conseguenza di comportamenti sociali illeciti tenuti dagli ebrei nel Vecchio Continente, come usura e detenzione di banche, alludendo anche ai Rothschild, ritenuti tra i promotori e fondatori dello stato d’Israele.

Come si evince dalle dichiarazioni del leader palestinese Abu Mazen,  tendono ad alternarsi i concetti differenti di sionismo ed antisemitismo.

Non è tardata ad attendere la risposta del leader israeliano Netanyahu, che ha definito il leader palestinese “antisemita e patetico”.

Le parole di Abu Mazen, sono certamente un’indiretta risposta politica alle dichiarazioni espresse dal leader israeliano Netanyahu in merito a questioni quali la possibilità per l’Iran di creare industrie atte allo sfruttamento dell’energia nucleare, in quanto celerebbe dietro questa possibilità la creazione di armi nucleari.

Infatti, già in passato lo Stato d’Israele ha dovuto difendersi da attacchi verbali da parte dell’Iran di Ahmadinejad.

La proposta di rendere nuovamente il nucleare all’Iran è stata respinta, recentemente, anche dagli U.S.A. di Trump che avevano cercato di coinvolgere vanamente anche il Regno Unito  nella loro opposizione a tale ipotesi, soprattutto dopo le verifiche seguite ultimamente dall’ Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, che aveva attestato dal 2009 la mancanza di strutture atte allo sfruttamento dell’energia nucleare a scopo bellico

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