Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja: storia e curiosità Un modo di dire schietto e diretto, proprio come l’indole dei partenopei, che senza troppi fronzoli, al momento giusto la utilizzano.

Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja
Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja

“Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”, è uno dei detti o modi di dire più famosi del dialetto napoletano; a chi non è mai successo, di imbattersi, magari nell’ambito di una conversazione, in tale affermazione?

Un modo di dire schietto e diretto, proprio come l’indole dei partenopei, che senza troppi fronzoli, al momento giusto la utilizzano.

Qual è l’origine del detto: “Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja?”

Come ogni detto, “Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja “, ha un’origine molto antica, che si rifà al mondo arcaico e contadino, quindi ad una realtà semplice.

Protagonista del detto è un insetto, ‘o scarrafone, ossia lo scarafaggio, uno dei più brutti e disgustosi che esista. Nonostante tale animaletto faccia provare ribrezzo solo al pensiero d’incontrarlo, secondo il detto, “una mamma, vede bello, il proprio figlio, scarrafone”.  

Dunque, tenendo conto di ciò, il significato del modo di dire, sembra essere: nonostante un figlio possa essere “brutto” esteticamente, oppure, bruto e poco conviviale, sua madre lo vedrà sempre con gli occhi dell’amore e quindi bello.

In diverse parti della Campania, con la frase “Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”, s’intende anche un modo per elogiare qualcuno; in questo caso, una mamma, o comunque sia una persona di famiglia, che in una conversazione, loda qualcuno che conosce, esaltandone in modo sproporzionato le bellezze, che evidentemente gli altri però, non vedono.

Un proverbio dall’impronta letteraria

Ricordiamo che seppur brutto, lo scarafaggio, in ambito prettamente letterario e psicologico, è indicato con diversi riferimenti. Sigmund Freud ad esempio, vedeva nell’insetto, qualcosa riconducibile alla sfera sessuale.

Dal punto di vista letterario, Kafka, dedica un’intera opera “La metamorfosi”, ad un uomo che si trasforma in uno scarafaggio, come metafora di un’esistenza da inetto.

Inoltre, il famosissimo proverbio napoletano ha ispirato anche una nota canzone del cantautore Pino Daniele, che si intitola proprio “O Scarrafone”, diventato uno dei suoi più grandi successi.

Scarrafone e scarafaggio, etimologicamente sono sinonimi?

Secondo diversi studi condotti in materia, sembra che scarafaggio derivi dal latino scarafaius, variante di scarabaeus (a sua volta dal greco kárabos), mentre il napoletano scarrafone, discende invece dal latino crabrōne, calabrone, con influsso di scarafaggio. Ha la stessa origine di scarafone un’altra variante meridionale, scarabone.

Come possiamo leggere, le interpretazioni che si attribuiscono all’insetto, sono tante; ecco perché esso assume ancora più importanza nell’uso dialettale napoletano, come modo di dire, che rimanda però alla tradizione popolare.

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