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domenica, 20 Giugno 2021

Oggi è la Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari

Il disturbo alimentare è la seconda causa di morte nei giovani tra i 12 e i 25 anni. In Italia sono circa 3 milioni le persone affette da questa malattia. Il 96% di loro sono donne

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Oggi, 2 giugno 2021, ricorre la sesta Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari. A promuovere questo giorno “l’Academy of Eatind Disorders”, ovvero un’associazione professionale che aiuta tutti coloro che si occupano di Disordini Alimentari come medici, ricercatori ed esperti. Cercando di conoscere sempre di più il disturbo alimentare attraverso la ricerca, l’obiettivo di questa giornata è promuovere la consapevolezza di questo tipo di malattie.

Giornata mondiale sui Disturbi alimentari: quali sono?

I disturbi alimentari sono l’anoressia, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata. Poi abbiamo ancora la sindrome da alimentazione notturna, l’obesità e il disturbo da ruminazione. Stiamo parlando di malattie gravi ma curabili, che possono colpire chiunque indipendentemente dall’età, dal peso, etnia, orientamento sessuale, genere, ceto sociale e livello culturale. Ma guarire da un disturbo alimentare è possibile se si agisce precocemente e se si affronta la malattia in maniera corretta.

La seconda causa di morte nei giovani

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che i disturbi alimentari sono la seconda causa di morte nella popolazione tra i 12 e i 25 anni. In Italia sono circa 3 milioni le persone che ne soffrono. Su questi 3 milioni, il 96 % sono donne. Se è vero che di disturbi alimentari si può morire, è altrettanto vero che si può anche guarire. E’ fondamentale però non sottovalutare nessun sintomo e iniziare subito il trattamento. Per questo motivo è importante sensibilizzare le istituzioni su queste tematiche.

Il dato è diventato ancora più allarmante in seguito all’emergenza sanitaria. L’isolamento sociale, l’incertezza del futuro, l’uso smodato dei social network ha favorito in maniera esponenziale la comparsa di questi disturbi.

Parlarne è fondamentale

Non si può guarire se non si affronta il disturbo parlandone,  a scuola o in famiglia. Il trattamento infatti di solito comincia con una valutazione psicologica. Non raramente infatti dietro il disturbo si nasconde altro come la depressione, un trauma, un evento che ha sconvolto il paziente. La valutazione psicologica serve anche a capire come poter affrontare il trattamento, cercando di capire quale potrebbe essere la terapia più adatta al paziente.

Solo successivamente si provvederà ad aumentare il livello di autostima e a correggere l’alimentazione del paziente, affrontando poi tutti gli aspetti sintomatologici del caso.

Giornata mondiale sui disturbi alimentari all’insegna dell’equità

Per questa sesta edizione il Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari ha scelto tra le parole-chiave la parola “equità” per unire in questo giorno particolare sia la Festa della Repubblica italiana, sia e la sesta Giornata mondiale sul disturbo alimentare. Inoltre “equo” è anche il termine utilizzato nell’ art. 32 della Costituzione italiana per determinare  il diritto alla salute e alla cura.

La Presidente del Coordinamento Nazionale per i disturbi alimentari, Maddalena Patrizia Cappelletto ha detto:
“Secondo il Ministero della Salute, gli individui con lo stesso stato di salute o di bisogno devono venire trattati egualmente. Gli individui con peggiore stato di salute o con maggiore bisogno devono venire trattati più favorevolmente. Chi soffre di disturbi alimentari, spesso persone giovani o giovanissimi, ha bisogno di maggiore riconoscimento della complessità della sua malattia. Ha bisogno di maggiori attenzioni, maggiori cure, maggior investimento di risorse, maggiore omogeneità della rete di cura e della distribuzione dei 5 livelli di cura in tutto il territorio nazionale.”

 

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