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mercoledì, 8 Dicembre 2021

Oggetti di seconda mano: sostenibilità e piacere di donare

Donare e rivendere oggetti di seconda mano in Italia: un trend all'insegna della sostenibilità e della voglia di decluttering che questo anno e mezzo porta con sé

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

La rivendita di oggetti di seconda mano sta vivendo un vero e proprio boom in questo periodo: il 64% degli italiani considera, ormai, comprare e rivendere oggetti usati una best practice. 

L’ultimo anno e mezzo che, spesso, ci ha costretti in casa, porta con sé la voglia di liberarsi del superfluo e fare spazio al nuovo. Per questo, il mercato degli oggetti usati, rispetto al 2019, è in vistosa crescita (+5%).

Il puro piacere di donare

La cosa interessante è che, secondo i dati dell’Osservatorio Second Hand Economy 2020, molti abbiano dato una seconda occasione alle loro cose per il puro piacere di donare. Non con l’obiettivo di guadagnare del denaro, quindi, ma con la voglia di fare spazio al nuovo e, al contempo, fare felice qualcun altro. Tutto all’insegna della sostenibilità. 

Questo puro piacere di donare coinvolge anche altre forme di donazione. Lo studio “Donare 3.0”, annunciato da Paypal e Rete del Dono, conferma il trend positivo. L’82% degli italiani, tra il 2020 e il 2021, ha effettuato qualche forma di donazione, anche in denaro, ad associazioni ed enti benefici.

Un fenomeno che riguarda tutte le fasce d’età

A donare o rivendere oggetti usati sono soprattutto le donne70% — mentre una delle fasce demografiche più propense è quella tra i 55 e i 64 anni. Molto vicini, in termini di rivendite, anche i ragazzi della Gen Z — tra i 18 e i 24 anni — e i Millennials, con una percentuale del 66%. Secondo i dati dell’Osservatorio, le famiglie con bambini tendono a rivendere molti più vestiti e mobili delle altre fasce demografiche.

L’economia circolare degli oggetti usati è in crescita grazie anche alla maggiore sensibilità nei confronti di ecologia e sostenibilità favorite, a loro volta, dalle tecnologie digitali.

Dare nuova vita agli oggetti di seconda mano: un bene per l’ambiente

L’obiettivo è di dare seconda vita ad oggetti ancora in buono stato ed evitare sprechi. In questo senso, notevoli sono le iniziative di alcuni siti di rivendita online. Il sito di compravendita online Subito.it, ad esempio, a maggio 2021, ha inaugurato l’opzione ‘In regalo’ in fase di scrittura dell’annuncio. In questo modo, oggetti in buono stato possono essere ceduti gratuitamente a chi si faccia carico dei costi del ritiro.

La moda non fa eccezione. Secondo il Resale report di ThredUp, piattaforma americana che vende moda di seconda mano, nel 2028, il mercato dell’usato varrà più della fast fashion con uno scarto di circa 20 miliardi.

Non si può dire, quindi, che la pandemia abbia lasciato soltanto un segno negativo per quanto non sia l’unica variabile da considerare. Apprezzare quello che abbiamo e donare ciò che è superfluo sono valori in crescita per il futuro. Il tutto con grande considerazione per l’ambiente. 

 

 

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