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domenica, 5 Febbraio 2023

Nuovo incidente sul lavoro, morto giovane operaio

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Tragedia a Rovato, in provincia di Brescia, dove un operaio di 19 anni è morto schiacciato da un tornio sotto gli occhi del padre titolare dell’azienda, la elettronica LG. Sembra che la manica della sua divisa sia rimasta incastrata negli ingranaggi e il giovane sia così stato risucchiato dal macchinario.

Inutili i tentativi del padre di fermare la macchina, lo “stop” è arrivato tardivo. Il ragazzo è stato poi condotto agli spedali civili Brescia dove è stato ricoverato in condizioni gravissime.

Luca Lecci è deceduto stanotte, lasciando l’orrore e lo sgomento negli occhi di chi ha assistito alla scena e nel cuore di chi lo ha amato, familiari, amici e parenti che si raccolgono nel dolore per una morte atroce, fulminea e devastante.

Un decesso che segue di pochi giorni quello dei 3 operai morti a Milano in seguito alle esalazioni di un gas tossico durante un lavoro di manutenzione dei macchinari. Un quarto operaio è ricoverato invece in condizioni gravissime e lotta tra la vita e la morte.

Due incidenti in pochi giorni, eventi drammatici che stimolano ancora una volta una riflessione partendo da una convinzione: non si può morire per lavoro, bisognerebbe fare tutto il possibile affinché sia garantita la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il lavoro dovrebbe essere un sostegno alla vita delle persone, si lavora per guadagnare e sostenere sé stessi e i propri cari, morire per il proprio lavoro è un’anomalia e una contraddizione per la nostra società. L’impegno delle autorità dovrebbe essere orientato a garantire norme più restrittive dei rischi sui luoghi di lavoro.

La procura di Milano ha aperto un’indagine per omicidio colposo con l’intento di trovare eventuali responsabili della tragedia, ma non basta punire. Bisogna prevenire.

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