Nuovi metodi per l’iniezione dell’insulina

La tecnologia sta ormai facendo passi da gigante e questo nuovo prototipo potrà essere una svolta importante in ambito medico.

Se un giorno vi sarà finalmente una pillola a base di insulina, bisognerà ringraziare anche la tartaruga leopardo.

Alla sua forma si è ispirato il gastroenterologo e bioingegnere Giovanni Traverso. Il suo team ha infatti progettato una pillola da ingerire, in grado di iniettare insulina direttamente nello stomaco, ma soprattutto di “rotolare”, fino a posizionarsi correttamente rispetto al bersaglio.
I test, condotti su animali, hanno dimostrato l’assenza di rischi per la salute e la capacità di veicolare una quantità di insulina comparabile a quella tradizionalmente iniettata.
La ricerca di una formulazione orale dell’insulina è cominciata tempo fa, precisamente nel 1922, anno della prima iniezione.
Da allora, sono state sperimentate varie “pillole di insulina”, ma la strada si prospetta ancora lunga e tutta in salita.
Ostacoli che, fino ad ora, si era cercato di superare, incapsulando l’insulina all’interno di “gocce” di liquidi viscosi o di proteine ad azione permeante, che la rendessero più stabile e ne aumentassero l’assorbimento.
Ma Traverso e la sua equipe hanno adottato una diversa strategia. Si sono ispirati ad una specie di tartaruga, la Stigmochelys pardalis, nota anche come tartaruga leopardo.
In caso di ribaltamento, la particolare struttura della sua corazza le consente di tornare rapidamente alla sua posizione originaria.
La pillola, un capolavoro di micro-ingegneria, somiglia proprio al guscio di una tartaruga. Un’associazione nient’affatto casuale, che le permette di “cadere” sempre nel modo giusto, ovvero con il meccanismo d’iniezione orientato verso la mucosa dello stomaco. Si tratta minuscolo ago, costituito da insulina liofilizzata e collegato ad una molla compressa, trattenuta da un disco di zucchero.
Quando la capsula viene ingerita, lo zucchero si scioglie, rilasciando la molla ed iniettando l’ago.
Inoltre, quest’iniezione risulterà indolore, in quanto la parete dello stomaco non possiede recettori del dolore.
Il tessuto gastrico si rigenera velocemente e dai test sugli animali non sono emersi effetti collaterali.
Lo studio sull’efficacia e la sicurezza della pillola per gli esseri umani richiederà molti anni ma, in caso di successo, questo sistema potrebbe essere rapidamente modificato, al fine di veicolare numerose tipologie di farmaci biologici.

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