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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Nuove frontiere per i non vedenti, nasce ABBI

ABBI, acronimo di Audio Bracelet for Blind Interaction, è l’innovativo braccialetto che permette ai non vedenti di orientarsi nello spazio

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

ABBI, Audio Bracelet for Blind Interaction, è l’ il nuovo braccialetto sonoro che darà la possibilità ai bambini non vedenti di orientarsi nello spazio ai fini di migliorare per l’interazione con il mondo esterno.

L’idea viene alla luce tre anni fa dall’omonimo progetto coordinato dalla dottoressa Monica Gori, psicologa e ricercatrice del Dipartimento di Robotica cervello e scienze cognitive dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Esso vede la prorpia genesi nella volontà di migliorare l’interazione dei bambini ipovedenti e si basa sul presupposto che l’aggiunta di un suono al movimento permette di localizzare meglio il proprio corpo nello spazio circostante.

Ciò risulta possibile grazie ad un processo di affinamento sensoriale attuabile grazie all’affiancamento di differenti tipi di percezione sensoriale, in questo caso l’udito ed il tatto.

La dottoressa Gori chiarisce l’utilità del dispositivo presentando, in una propria dichiarazione al riguardo, un esempio di vita quotidiana: “Immaginiamo di essere a tavola, durante una cena. Un papà desidera passare al figlio non vedente una bottiglia d’acqua. Se indossa il braccialetto, per il bambino recuperare l’oggetto sarà semplice perché captando il segnale sonoro emesso “dal braccio” del papà potrà individuarne la posizione.”

Il dispositivo designa quindi un importantissimo passo avanti per quanto riguarda l’interazione dei bambini ipovedenti nella società, evitando quel senso di emarginazione del quale, troppo spesso sono, sono investiti.

Il braccialetto integrerà un sensore 3D, una batteria ed un altoparlante, offrirà la possibilità di collegamento ad un’applicazione grazie alla tecnologia BLE (Bluetooth Low Energy).

Il dispositivo sarà a breve in commercio e sarà in grado di aiutare una vasta gamma di persone affette da deficit visivo, è stato infatti testato su un ampio campione di persone con età compresa tra i 6 ed i 18 anni.

Il successo del progetto ABBI si deve anche al finanziamento della Commissione Europea ed alla partecipazione di università quali Lund, Amburgo e Glasgow. 

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